Draghi sfida l'austerity che verrà

Angela Mauro
·Special correspondent on European affairs and political editor
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Draghi sfida l'austerity che verrà (di M. Draghi) (Photo: Alessandra Benedetti - Corbis via Getty Images)
Draghi sfida l'austerity che verrà (di M. Draghi) (Photo: Alessandra Benedetti - Corbis via Getty Images)

Sembra ormai una consuetudine delle conferenze stampa di Mario Draghi. C’è sempre una frase del premier che gli ritaglia un profilo di spicco nelle liturgie europee. L’altra volta si trattò di qualcosa di molto forte, l’attacco a Erdogan definito “dittatore con cui dobbiamo essere franchi e pronti a collaborare”. Stavolta si tratta di qualcosa di più sottile, ma non per questo meno ostico per i leader dei paesi nordici dell’Ue, i più affezionati all’austerity messa ‘in quarantena’ dalla pandemia. Pur parlando del debito pubblico ‘monstre’ italiano, 159,8 per cento l’anno prossimo, il capo del governo non prevede una stagione di scontri con i falchi del rigore. “Nelle conversazioni fatte” a livello europeo, dice Draghi, “nessuno ha posto l’eventualità del ritorno alle regole com’erano, è una discussione complessa che durerà tutto il prossimo anno…”. Un ‘falco’ come Valdis Dombrovskis mastica amaro, ma con Draghi non si espone, commentando le sue dichiarazioni al termine della riunione dell’Ecofin.

Le parole del presidente del Consiglio sembrano una innocua descrizione della realtà, più che un’invettiva, com’è nel suo stile. Ma non per questo risultano meno indigesta ai ‘frugali’ del nord, nostalgici delle regole del Patto di stabilità e crescita, sospese l’anno scorso per consentire gli investimenti anti-crisi, e preoccupati per la crescita del debito dei paesi che già prima erano indietro su questo punto, come l’Italia. “Il punto - insiste Draghi - è riuscire a produrre la crescita, quello è il criterio per uscire dall’alto debito, il rapporto debito/pil giudicato con gli occhi di ieri sarebbe molto preoccupante ma gli occhi di oggi sono molto diversi”. E poi, aggiunge, “gli altri...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.