Draghi sorpreso da crisi ma sereno, governo operativo su emergenze

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Roma, 21 lug. (askanews) - Mario Draghi è "molto tranquillo", consapevole di aver fatto tutto quello che era nelle sue possibilità per far proseguire la vita del governo, nella necessaria "chiarezza" dovuta in primo luogo ai cittadini. Così chi ci ha parlato in queste ore descrive lo stato d'animo del premier, nel giorno in cui è salito al Quirinale per presentare le dimissioni nelle mani del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Draghi, viene spiegato, è stato "colto di sorpresa" dall'esplodere della crisi e per quanto "difficile" la decisione di lasciare, dopo il confronto di ieri in Senato, è stata presa con "serenità". Nessun rancore, dunque, si assicura, nei confronti dei ministri delle forze che non gli hanno votato la fiducia. "Porterò con me un ricordo molto bello di queste riunioni, degli scambi che ho avuto individualmente con voi", ha detto in Consiglio dei ministri, prima di sollecitare tutti: "Ora rimettiamoci al lavoro".

La giornata del premier ormai dimissionario è iniziata alla Camera dove stamani era previsto il dibattito sulle comunicazioni tenute ieri in Senato. Un programma superato dagli eventi. Infatti il presidente del Consiglio ha preso brevemente la parola, ma solo per chiedere una sospensione perchè "mi sto recando dal presidente della Repubblica per comunicare le mie determinazioni", ovvero le dimissioni. Poche parole, sottolineate però da un lungo applauso e da una standing ovation. Draghi, per una volta visibilmente emozionato, ha ringraziato, stemperando il clima con una battuta: "Certe volte anche il cuore dei banchieri centrali viene usato". Un riferimento a una barzelletta che lo stesso presidente del Consiglio aveva raccontato la scorsa settimana a una cena della stampa estera a Roma: "C'è un uomo che sta aspettando un trapianto di cuore. Gli dicono che è disponibile il cuore di un giovane di 25 anni in splendida forma e quello di un banchiere centrale di 86 anni. 'Scelgo il secondo', dice l'uomo. 'E perchè?'. 'Perché non è mai stato usato!'".

Nel pomeriggio, dopo un nuovo passaggio al Colle per controfirmare il decreto di scioglimento delle Camere, il premier ha riunito il Cdm che ha tra l'altro fissato la data delle elezioni, che si terranno il 25 settembre. Il governo resterà in carica per il disbrigo degli affari correnti, che però non saranno solo limitati all'ordinaria amministrazione. La situazione, infatti, richiede una per quanto possibile ampia operatività per affrontare le varie emergenze: la guerra in Ucraina, la crisi energetica, l'inflazione. Il governo, pur con delle "limitazioni", ha sottolineato Mattarella, ha infatti gli "strumenti" per affrontare "le esigenze presenti e quelle che si presenteranno" e in particolare non sono consentite "pause negli interventi indispensabili per contrastare gli effetti della crisi economica e sociale e, in particolare, dell'aumento dell'inflazione". "Dobbiamo far fronte - ha detto Draghi ai ministri riuniti in Cdm - alle emergenze legate alla pandemia, alla guerra in Ucraina, all'inflazione e al costo dell'energia. Dobbiamo portare avanti l'implementazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, anche per favorire il lavoro del Governo che ci succederà".

Per questo tra la fine di luglio e i primi giorni di agosto sarà varato il decreto Crisi, da circa 10 miliardi di euro, che conterrà interventi per limitare l'impatto dell'aumento del costo dell'energia per famiglie e imprese. Il governo, poi, entro il 27 settembre presenterà la Nota di aggiornamento al Def, la base su cui il prossimo esecutivo dovrà costruire la legge di bilancio. Previsti anche una serie di atti per portare avanti il Pnrr, per evitare di mancare gli obiettivi del secondo semestre 2022, perdendo il diritto a 19 miliardi di fondo.

"L'Italia - ha concluso Draghi - ha tutto per essere forte, autorevole, credibile nel mondo. Lo avete dimostrato giorno dopo giorno in questi mesi di Governo", con un lavoro di cui "dobbiamo essere molto orgogliosi". Al termine dell'intervento del premier, riferiscono partecipanti alla riunione, quasi tutti i ministri hanno preso la parola, per ringraziare il premier del "prezioso lavoro" svolto e della sua "autorevolezza". Tutti, anche gli esponenti M5s e Lega, ha riferito la ministra Elena Bonetti, hanno assicurato "piena collaborazione e responsabilità".

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