Draghi: una gigabit society per l'Italia

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“Tra le cause del deludente andamento della produttività c’è l’incapacità di cogliere le molte opportunità legate alla rivoluzione digitale. Questo ritardo è dovuto sia alla mancanza di infrastrutture adeguate, sia alla struttura del tessuto produttivo italiano. (…) La scarsa familiarità con le nuove tecnologie digitali caratterizza d’altronde anche il settore pubblico. Prima dello scoppio della pandemia, il 98,8 percento dei dipendenti dell’amministrazione pubblica in Italia non aveva mai utilizzato il lavoro agile. Anche durante la pandemia, a fronte di un potenziale di lavoro agile nei servizi pubblici pari a circa il 36 per cento, l’utilizzo effettivo è stato del 33 per cento, con livelli più bassi, di circa 10 punti percentuali, nel Mezzogiorno”.

Con queste premesse, contenute nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), è evidente che gli investimenti UE saranno concentrati anche e in misura sostanziale sulle infrastrutture per sostenere lo sviluppo digitale del paese. Infatti, il Programma Next Generation EU è un programma di “portata e ambizione inedite, che prevede investimenti e riforme per accelerare la transizione ecologica e digitale. (...). L’Italia è la prima beneficiaria, in valore assoluto, dei due principali strumenti del NGEU, il Dispositivo per la Ripresa e Resilienza (RRF) e il Pacchetto di Assistenza alla Ripresa per la Coesione e i Territori di Europa (REACT-EU). Il solo RRF garantisce risorse per 191,5 miliardi di euro, da impiegare nel periodo 2021-2026, delle quali 68,9 miliardi sono sovvenzioni a fondo perduto. L’Italia intende inoltre utilizzare appieno la propria capacità di finanziamento tramite i prestiti della RRF, che per il nostro Paese è stimata in 122,6 miliardi”.

Il Piano si articola in 6 Missioni e 16 Componenti e dedica la Missione 2 a digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura. L'investimento 1.3 e specificamente dedicato alle connessioni veloci: “La nuova strategia europea Digital Compass stabilisce obiettivi sfidanti per il prossimo decennio: entro il 2030, connettività a 1 Gbps per tutti e piena copertura 5G delle aree popolate. L’ambizione dell’Italia è di raggiungere gli obiettivi europei di trasformazione digitale ben in anticipo sui tempi, portando connessioni a 1 Gbps su tutto il territorio nazionale entro il 2026”.

Per mantenere la promessa di una Gigabit society universale basata su un’infrastruttura di reti fisse e mobili ad altissima capacità (Very High Capacity Network), si adotterà un approccio neutrale sotto il profilo tecnologico che ottimizzi l’impiego delle risorse. L’investimento sarà accompagnato da un percorso di semplificazione dei processi autorizzativi che riconosca le infrastrutture per la cablatura in fibra ottica e per la

copertura 5G come strategiche, velocizzandone così la diffusione sul territorio”.

In particolare, sono state stanziate risorse per: