Drenthe rivela: "A Madrid uscivo di nascosto, era difficile rinunciare a certe cose..."

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Drenthe rivela: "A Madrid uscivo di nascosto, era difficile rinunciare a certe cose..."

Royston Drenthe si racconta ai microfoni di 'Marca', spiegando le ragioni del suo ritiro: "Il mondo del calcio non mi piace, non ero felice".

Soltanto dieci anni fa sembrava uno degli astri nascenti del calcio olandese e del Real Madrid, poi tutto finì in un batter d'occhio. Vi ricordate Royston Drenthe? Ha smesso con il calcio a 29 anni e adesso si racconta ai microfoni di 'Marca', prima di far uscire la sua autobiografia all'età di 30 anni.

L'olandese spiega subito i motivi che lo hanno portato a lasciare il calcio: "Ho lasciato il calcio a soli 29 anni perché per me non è mai stato facile. Quel mondo non mi è mai piaciuto. Ero stanco, deluso e disaffezionato. Giocavo negli Emirati Arabi ma mi sono reso conto che era arrivato il momento di dire basta. Continuo a giocare a calcio per divertirmi, perché è la mia vita".

Il periodo al Real Madrid, però, è un grande ricordo: "Nonostante questo sono soddisfatto della mia carriera. Ho giocato nel Real Madrid, la migliore squadra del mondo. Molti grandi giocatori non ci sono riusciti ed io invece sì. Sono stato molto felice in quel periodo in Spagna. A 20 anni ero passato dal vivere con mia madre in una piccola casa ad avere una villa e giocare nella squadra più famosa del mondo".

Con qualche episodio 'particolare': "A Madrid uscivo di nascosto la sera, non è facile rinunciare a certe cose quando hai 20 anni. Una volta con un mio amico in un casinò abbiamo incontrato due ragazze, abbiamo passato la notte insieme. Tutto fantastico. Alla fine ci hanno chiesto mille euro ciascuna! Noi siamo rimasti scioccati, credevamo fosse semplice divertimento. Avevo solo le carte di credito con me e gli ho dato tutti i soldi che portavo con me...".

Infine, ecco perché lasciò il Real Madrid: "L'allenatore che mi ha fatto partire è stato Mourinho. Con lui ho avuto anche qualche discussione seria, perché non ero d'accordo con quello che mi diceva. Nell'estate del 2010 mi disse che dovevo cercarmi una nuova squadra ad un giorno dalla fine del mercato, dopo che tutta l'estate mi ero allenato al massimo".

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