I dubbi risolti e quelli che restano sull'omicidio del carabiniere

È stato convalidato il fermo di Christian Gabriel Natale Hjorth ed Elder Finnegan Lee, i due cittadini americani indagati per l'omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega. I giovani turisti hanno fornito una versione dei fatti leggermente diversa, ma nei confronti di entrambi le prove raccolte dai carabinieri del Nucleo Investigativo sono "gravi e concordanti" e si avvalgono di numerose testimonianze che sono risultate fondamentali alla risoluzione del caso.

Se dal decreto di fermo non emergono quindi dubbi sulla responsabilità dei due diciannovenni nella morte del vicebrigadiere, rimangono ancora punti da chiarire per quanto riguarda l'esatta dinamica dei fatti. Su alcuni abbiamo ricevuto delucidazioni da fonti investigative. Su altri, invece, gli interrogativi rimangono. 

Perché i due carabinieri non hanno sparato?

Mario Cerciello Rega, ucciso con otto coltellate da Elder Finnegan Lee, e il suo collega Andrea Varriale non hanno sparato anche perché non ne avrebbero avuto il tempo. È avvenuto tutto in maniera molto rapida, secondo quanto si apprende da fonti investigative, e mentre la pattuglia in borghese si è presentata all'appuntamento in luogo di Sergio Brugiatelli, il pusher al quale i due fermati avevano rubato il borsello, altre auto dei carabinieri sarebbero state dislocate in zona, a distanza, pronte a intervenire. Quindi i due militari sarebbero stati armati ed sarebbero state presenti altre pattuglie in zona.

Perché inizialmente si è parlato di due nordafricani?

Si tratta di uno dei punti più delicati, data la polemica politica scaturita dalle prime informazioni sui ricercati. Gli attimi di confusione, immediatamente successivi alla morte del militare, sulla nazionalità dei due uomini coinvolti nell'omicidio ha la spiegazione sia nella ricostruzione del secondo carabiniere, Andrea Varriale, sia e soprattutto nella testimonianza di Sergio Brugiatelli, vittima del furto del borsello da parte dei due americani. Ma se nel caso del militare ci sono diverse spiegazioni - il buio, il momento concitato, e il cappuccio calato sulla testa degli aggressori - non è chiaro il motivo dell'errore di Brugiatelli che ha scambiato due cittadini americani per due magrebini.

L'uomo avrebbe ammesso di aver dichiarato che i due fossero magrebini per depistare i militari per paura dei due americani a cui sapeva di aver "tirato il pacco", indirizzandoli a persone che poi avrebbero venduto loro aspirina al posto della cocaina. Era consapevole, quindi, della pericolosità dei due poi dimostrata dalla feroce aggressione al vicebrigadiere. 

I due giovani avevano capito cosa stesse accadendo?

"Proprio perché i carabinieri si sono qualificati all'atto dell'intervento nè avevano alcun motivo per non procedere con le consuete formalità e proprio perché nessuno dei due ha neppure tentato di estrarre un'arma, la reazione di Elder è del tutto spropositata e per la particolare violenza risulta arduo pensare che Natale non si sia reso conto di quanto stava accadendo", ritiene la procura di Roma nel provvedimento di fermo emesso a carico dei due 19enni americani.

 "L'arma - spiegano gli inquirenti - per le sue dimensioni non poteva non essere vista da Natale-Hjorth (che però ha negato la circostanza). E comunque la presenza dell'arma al momento dell'incontro è del tutto coerente con le plurime dichiarazioni che i giovani hanno fatto circa la propria condizione di paura di essere nuovamente ingannati e di ritrovarsi davanti a soggetti pericolosi". 

I dubbi che restano

In presenza di chiarimenti parziali su alcuni interrogativi, rimangono comunque numerosi gli aspetti della vicenda che suscitano dubbi.

  • In che modo e perché un pusher decide di allertare proprio i due carabinieri Mario Cerciello Rega e Andrea Varriale nella speranza di vedersi restituito il borsello (e relativo contenuto) che gli è stato portato via?
  • Chi ha organizzato l'appuntamento trappola in zona Prati con i due ragazzi americani?
  • I superiori dei due militari erano a conoscenza dell'operazione?

È vero che circola una foto di uno degli indagati bendato?

Una presunta foto che ritrarrebbe bendato Natale-Hjorth mentre viene interrogato in caserma circolerebbe nelle ultime ore in alcune chat. Nessuna conferma da parte dell'Arma, che in una breve nota sottolinea comunque che il Comando generale "prende fermamente le distanze dallo scatto e dalla divulgazione di foto di persone ristrette" e che il Comando provinciale carabinieri di Roma "sta svolgendo con la massima tempestività accertamenti diretti a individuare i responsabili".