Due casi di peste suina in allevamento in zona rossa nel Lazio

Image from askanews web site
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Milano, 9 giu. (askanews) - Due casi di peste suina africana in un piccolo allevamento nella zona rossa, istituita nel Lazio. La notizia è stata divulgata dall'Istituto Zooprofilattico.

A esprimere disappunto Confagricoltura che in una nota parla di "episodio grave che mette a rischio la filiera suinicola regionale e nazionale". "Esprimendo forte vicinanza agli imprenditori colpiti" Confederazione punta il dito contro la "disattenzione con la quale l'emergenza Psa è stata affrontata fino ad oggi. L'ingresso del virus nell'allevamento vicino a Roma poteva essere evitato con misure adeguate, incisive e tempestive". Per questo chiede "un cambio di passo per prevenire i danni economici che la sola notizia della diffusione del virus tra gli allevamenti è capace di produrre".

Nello specifico chiede "un deciso piano di contenimento delle comunità di cinghiali allo stato brado, indennizzi adeguati agli allevatori colpiti e dare seguito agli incentivi destinati agli investimenti in materia di biosicurezza". I danni secondo Confagricoltura, dal primo caso di gennaio ammonterebbero 20 milioni di euro al mese. Il comparto nazionale conta quasi 9 milioni di capi, allevati in oltre 30mila allevamenti. Con un export di 1,5 miliardi di euro nel 2021, il volume di affari totale (produzione degli allevamenti e fatturato dell'industria di trasformazione) sfiora gli 11 miliardi. Complessivamente, l'intera filiera genera un fatturato che è pari al 5% del totale della produzione agricola nazionale e sul fatturato dell'intera industria agroalimentare italiana.

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