Due genitori Usa sono stati accusati di aver abusato dell’ubbidienza del piccolo Rainer

Il piccolo Rainer con le sue patatine-premio
Il piccolo Rainer con le sue patatine-premio

Motivano il figlio di 6 anni a correre una maratona completa, è polemica accesissima negli Usa, dove due genitori sono stati accusati sui social di aver abusato dell’ubbidienza del loro piccolo Rainer e di averlo indotto ad un cimento fisico decisamente al di fuori della sua portata. Quella di Rainier C. è una famiglia di runner e con il figlio piccolo la seguito ha tagliato il traguardo della Flying Pig Marathon a Cincinnati. Il bambino ha percorso 26,2 miglia con i suoi cinque fratelli e genitori, finendo in 8 ore e 35 minuti. E a “Good Morning America” il piccolo ha detto: “Alcuni degli allenamenti sono stati duri, ma a volte sono caduto ma a volte, quando ne ho fatto uno, è stato normale”.

Motivano il figlio a correre la maratona completa

Suo padre Ben invece aveva postato un orgoglioso messaggio su Instragram in ordine a suo figlio più giovane che ha lottato fisicamente durante la maratona. “Stava lottando fisicamente e voleva prendersi una pausa e sedersi ogni tre minuti. Dopo 7 ore, siamo finalmente arrivati al miglio 20 e solo per trovare un tavolo abbandonato e scatole vuote. Stava piangendo e ci muovevamo lentamente, quindi gli ho detto che gli avrei comprato due bustine di patatine se avesse continuato a muoversi”. Quel post sui social media da allora ha suscitato clamore, con alcuni che affermano che la famiglia lo avrebbe fatto per i “Like” social, alcuni sono arrivati al punto di accusare i Crawford di abusi sui minori.

Il tweet dell’olimpionica di corsa

Dal canto suo Kara Goucher, due volte olimpionica e corridore di lunga distanza, è stata tra coloro che hanno parlato ed ha tweettato mercoledì: “Un bambino di sei anni non riesce a capire cosa gli farà una maratona fisicamente. Un bambino di sei anni non capisce cosa sia abbracciare il dolore. Un bambino di sei anni che sta lottando fisicamente non si rende conto che ha il diritto di fermarsi e che dovrebbe farlo“.

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