"Due mutazioni diverse", la variante che rallenta i vaccini

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(Photo by Marilla Sicilia/Archivio Marilla Sicilia/Mondadori Portfolio via Getty Images)
(Photo by Marilla Sicilia/Archivio Marilla Sicilia/Mondadori Portfolio via Getty Images)

C'è una nuova variante che preoccupa gli esperti. Si tratta di due diverse mutazioni nella proteina Spike, quella che permette al virus Sars-Cov-2 di entrare nelle cellule umane rendendolo, teoricamente, più infettivo e meno suscettibile agli anticorpi generati dai vaccini attualmente sul mercato. Ne ha parlato, in modo approfondito, il prof. Massimo Ciccozzi, epidemiologo dell'Università Campus Bio-Medico di Roma, intervistato da Il Giornale. Ecco le sue parole. 

La variante indiana

"Innanzitutto, è molto prevalente in India ma grazie al cielo non lo è nei Paesi europei, anche in Inghilterra non ha una grande presenza, parliamo di meno del 20%. Negli Stati Uniti è meno del 10%, in Svizzera e Germania stiamo intorno al 5-6% mentre in Italia abbiamo rilevato cinque sequenze, quindi cinque casi in totale, veramente molto, molto pochi". La nuova variante è indicata dalla sigla B.1.617 e ha una peculiarità perché presenta una doppia mutazione.

"La doppia mutazione può aumentare la contagiosità e potrebbe dare fastidio ai vaccini - spiega Ciccozzi - In ogni caso non ci sono ancora dati importanti che fanno pensare a questo, sono tutte supposizioni. Di sicuro c'è una maggiore trasmissibilità del virus in India, lì è rilevante dal punto di vista epidemiologico. La Gran Bretagna è stata una dei primi Paesi a scoprirla perché lì sequenziano il 10% di tutti i positivi in maniera random: quando la presenza della variante indiana era inferiore percentualmente non si vedeva, adesso che la circolazione è maggiore è stata sequenziata".

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Cosa accade ai vaccini

Sul portale internazionale Pango lineages si può aprire un link con la presenza di B.1.617 nei Paesi in cui è stata sequenziata la variante indiana. Anche se in Italia, per il momento, è stata rilevata soltanto cinque volte, il dubbio resta: quali sono i problemi maggiori relativi alla vaccinazione se questa variante si diffondesse maggiormente? "A livello vaccinale, questa doppia mutazione può inficiare la risposta anticorpale degli anticorpi neutralizzanti - dice Ciccozzi - Attenzione, però, perché anche i linfociti T possono riconoscere, comunque, la Spike. Quindi, anche se diminuisce l'efficacia degli anticorpi neutralizzanti così come è stato osservato su cellule in laboratorio, i linfociti T potrebbero agire. Ecco perché si pensa che la variante indiana possa avere un impatto sui vaccini ma non così importante".

Possiamo dunque restare tranquilli? "Assolutamente sì. E poi, anche se la doppia mutazione della variante indiana può avere un impatto sugli anticorpi neutralizzanti, i linfociti T potrebbero riconoscere la proteina Spike del virus e combatterlo tranquillamente", rassicura l'esperto. Intanto Pfizer e Moderna stanno già lavorando su una possibile terza dose, per agire sulle mutazioni che la Spike sta supportando.

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