Due nuove zone rosse in Sicilia

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Covid zone rosse Agrigento
Covid zone rosse Agrigento

Situazione dei contagi critica in Sicilia dove in provincia di Agrigento sono state istituite due nuove zone rosse. A disporlo l’ordinanza firmata dal Governatore della Regione Siciliana Nello Musumeci in virtù delle relazioni stilate dalle Aziende Santiarie delle province di Enna, Caltanissetta e Agrigento. Stando a quanto riporta Adnkronos l’ordinanza entrerà in vigore domenica 25 luglio e rimarrà valida fino a giovedì 29 luglio.

Covid zone rosse Agrigento, la situazione dei contagi in Sicilia

Nel frattempo la Regione Siciliana attraverso la nota diramata sui canali istituzionali ha reso noto che i ricoveri hanno subito l’incremento di 13 unità aggiungendo che “in terapia intensiva sono in cura 21 persone (1 in meno rispetto a ieri). Il dato dei guariti è pari a 182 persone. 2 i decessi. I nuovi soggetti positivi rilevati sono 484. I tamponi molecolari processati sono stati 4752. I tamponi rapidi sono stati 10661”.

La situazione dei nuovi contagi per province comunicata dalla regione risulta la seguente: “Agrigento (98), Caltanissetta (101), Catania (70), Enna (21), Messina (12), Palermo (78), Ragusa (17), Siracusa (36), Trapani (51)”.

Covid zone rosse Agrigento, Musumeci: “Chi ha il certificato verde deve entrare nei locali”

Intanto il Presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci durante il suo intervento davanti alle telecamere del TG4, ha rivendicato il diritto per chi è in possesso di certificazione verde di entrare nei locali: “In base alle disposizioni nazionali vigenti, nei comuni dichiarati zona rossa, e le ordinanze le firmo in base alle analisi delle Asp, bisogna chiudere i bar e i ristoranti: questa è una follia, abbiamo il diritto e il dovere a consentire a chi ha certificato verde di entrare nei locali. Mettere in ginocchio i ristoratori mi sembra una contraddizione, lo dico a Roma”.

Covid zone rosse Agrigento, Musumeci: “Bisogna guardare al diritto alla vita delle persone”

Il Governatore siciliano ha proseguito mettendo in evidenza come sia fondamentale guardare al diritto alla vita delle persone: “Fino a maggio eravamo gli unici a operare i controlli negli scali aeroportuali, quest’anno la Sicilia è tornata a essere la prima meta turistica e noi abbiamo il diritto e il dovere di garantire chi viene in vacanza sull’isola e gli operatori: ecco perché abbiamo allargato i controlli anche agli aeroporti minori, come a Trapani, oltre Palermo e Catania”.

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