Due storie dell'oppressione castrista: Heberto Padilla e Reinaldo Arenas

·1 minuto per la lettura
Hp (Photo: Hp)
Hp (Photo: Hp)

Vorrei dedicare questa rubrica ai silenti paladini dei diritti universali ricordando loro le storie di Heberto Padilla e Reinaldo Arenas, due poeti e intellettuali crudelmente perseguitati dal regime castrista che forse, auspicabilmente, sta tirando le cuoia sotto la spinta di una rivolta popolare per il pane e la libertà.

Padilla era un poeta che aveva partecipato con entusiasmo alla rivoluzione di Fidel Castro ma bastò una recensione negativa al libro di un papavero della nomenklatura per meritarsi il linciaggio dei burocrati di regime dell’Uneac, l’Unione degli scrittori vicini al potere, che lo accusarono di “letteratura controrivoluzionaria” e di “menzogne contro la Rivoluzione”. Padilla fu arrestato nel 1971, malmenato e sottoposto alla tortura dei bagni gelati e bollenti e dopo una settimana, stremato dopo le sevizie, scrisse un’umiliante autocritica. Dopo alcuni anni andò in esilio negli Stati Uniti, dove morì, nel cuore degli anni Ottanta.

Un itinerario di persecuzione per Reinaldo Arenas, la cui peregrinazioni sono diventate un film, “Prima che sia notte”, interpretato da Javier Bardem. Fu perseguitato come dissidente, ma soprattutto come omosessuale, perché la ferocia della discriminazione omofoba contro i “maricones” rinchiusi nei campi di rieducazione è una costante della Cuba castrista, sebbene sia una realtà sempre negata dai guerriglieri guevaristi de noantri. Arenas si suicidò negli Statu Uniti nel 1990 con una overdose di droga e lasciò un biglietto con su scritto: “Vi lascio in eredità tutte le mie paure, ma anche la speranza che presto Cuba sia libera”. Che Cuba diventi libera è una speranza che non è stata realizzata. Sinora.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli