Dunque, finita la pandemia ci sarà solo una grande voglia di fare festa (festa fino al mattino)?

·4 minuto per la lettura
Photo credit: Thomas Barwick - Getty Images
Photo credit: Thomas Barwick - Getty Images

L'ultimo viaggio, l'ultimo concerto, l'ultimo appuntamento in palestra con le amiche, l'ultimo compleanno con tutta la famiglia riunita. Qual è stata la vostra ultima volta? Quando è scoppiata la pandemia il pensiero di tutti è corso subito all'ultima volta in cui abbiamo vissuto momenti di inconsapevole bellezza e insospettabile normalità senza preoccuparci di metri di distanza da rispettare, nasi fuori dalle mascherine e igienizzanti per le mani. Ora che la campagna di vaccinazione sembra finalmente avviata e un progressivo allentamento delle misure restrittive si prospetta all'orizzonte, alzi la mano chi non ha già stilato una lista di cose che ricomincerà a fare quando torneremo di nuovo alla normalità, quando ogni esperienza sarà una nuova prima volta e avrà il fascino della riscoperta, il brivido della novità e l'audacia che sempre si accompagna nell'animo di chi, fino a poco tempo prima, era dominato dalla paura.

Photo credit: Morsa Images - Getty Images
Photo credit: Morsa Images - Getty Images

Non sappiamo quando inizieranno, ma sappiamo che anche noi, sopravvissuti della prima pandemia 2.0, avremo i nostri Roaring Twenties. A dirlo è l'evidenza storica dei secoli che ci hanno preceduto, dove ogni periodo buio per l'umanità è stato sempre seguito da una folgorante rinascita. Così fu il Rinascimento dopo la peste nera, l'Illuminismo dopo l'epidemia del Seicento, i già ricordati Anni 20 dopo la Grande Guerra e la terribile epidemia di Spagnola, e il Boom economico dopo la Seconda Guerra Mondiale. Come per i nostri progenitori, anche noi potremo avere la nostra rinascita, che nell'era post-Covid sarà contrassegnata dal ritorno di uno stile di vita brillante, elegante, à la page, dove organizzeremo le nostre giornate in funzione di aperitivi, cene, gite fuori porta, vernissage e feste all'insegna della joie de vivre. Come un tempo, ma con più sentimento e maggiore urgenza di vivere, di respirare a pieni polmoni, di assaporare ogni attimo della nostra riguadagnata libertà. O almeno è così che ci piace pensare.

Photo credit: Flashpop - Getty Images
Photo credit: Flashpop - Getty Images

Secondo la giornalista ed esperta di storia della scienza Laura Spinney, autrice di 1918 – L’influenza spagnola, non sempre infatti il rapporto causa-effetto tra epidemie e successive “rinascite” è chiaro e facilmente individuabile soprattutto perché non tutte le epoche sono uguali e nemmeno le epidemie. Come ha spiegato al Post la scrittrice, a quanti hanno apocalitticamente paragonato il coronavirus alla Spagnola, occorre ricordare che ad oggi le persone morte di Covid sono circa 3 milioni, mentre un secolo fa le vittime furono almeno 50 milioni. E se ai tempi ci fu un rimbalzo dell'economia non fu solo a causa dell'uscita dalla pandemia. "Credo che sia convincente l’ipotesi secondo cui sia la Grande guerra che la pandemia contribuirono al baby boom che vide il mondo attorno al 1920 – ha spiegato la scrittrice, scettica invece nell'attribuire all'uscita dalla Spagnola il merito di uno stile femminile più libero ed emancipato, di correnti artistiche rivoluzionarie come il dadaismo e di una vita notturna più spinta e disinibita fatta di balli swing e locali speakeasy –. Possiamo dire che la pandemia abbia contribuito anche a un “rimbalzo” in ambito artistico, intellettuale, sociale e sessuale? Forse, ma è difficile da dimostrare".

Photo credit: Carina König / EyeEm - Getty Images
Photo credit: Carina König / EyeEm - Getty Images

Tra gli studiosi che hanno provato a fare alcune ipotesi su quali cambiamenti sociali ci saranno nei prossimi mesi e anni, dalle colonne del Guardian Nicholas Christakis, sociologo e docente all’Università di Yale, sostiene che quando la pandemia da coronavirus sarà sotto controllo ci sarà un progressivo ritorno verso un stile di vita opposto a quello che la pandemia aveva imposto. "Durante le epidemie si diventa più religiosi, le persone rinunciano di più ai piaceri, risparmiano i soldi" – ha detto Christakis al Guardian –. "Nel 2024, tutte queste [tendenze pandemiche] saranno invertite. Le persone cercheranno incessantemente interazioni sociali", la sfera religiosa ricoprirà un ruolo meno centrale nelle nostre vite e non è da escludere che anche le nostre abitudini sessuali saranno più libere.

Photo credit: Thomas Barwick - Getty Images
Photo credit: Thomas Barwick - Getty Images

Sulla stessa lunghezza d'onda è anche Sonia Sodha, capo sceneggiatrice dell'Observer, che in un altro articolo sul Guardian nota come "la pandemia ha sottolineato fino a che punto l'interazione digitale può sostituire la realtà. Sono più in contatto che mai con le persone grazie ai numerosi gruppi WhatsApp", ma una chat non potrà mai sostituire "la meravigliosa sensazione di abbracciare un amico" o di dedicare per tre ore di fila la propria esclusiva attenzione a qualcuno che sta mangiando di fronte a noi. "Dubito che la pandemia ci abbia definitivamente fatto disinnamorare della folla; semmai sospetto che, se tutto andrà bene con l'implementazione del vaccino, l'estate 2021 sarà un fiorire di feste di strada e carnevali". Per moltissimi il desiderio di interazioni sociali, di aggregazione e anche di una maggiore ricerca di piacere e divertimento sarà inevitabile. Soprattutto tra i ragazzi più giovani cui sono stati negati troppi riti di passaggio nell'ultimo anno di pandemia. E se tra loro ci saranno ancora amanti dei disaster movie come lo eravamo noi un tempo o se invece, sazi di esperienze catastrofali, preferiranno un nuovo genere di cultura post-pandemica e un fiorire di balli sfrenati, ancora è presto per dirlo, ma certamente per loro, più che per chiunque altro, ogni cosa sarà una vera prima volta.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli