##Dura polemica a Strasburgo M5s-Lega sul voto su von der Leyen

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Strasburgo, 17 lug. (askanews) - La polemica, sempre più dura, fra la Lega e il M5s non è rimasta confinata all'interno della maggioranza di governo in Italia ed è approdata a Strasburgo, a seguito dell'elezione, ieri, della presidente della nuova Commissione europea, Ursula von der Leyen. Un'elezione che ha visto il contributo positivo determinante dei 14 eurodeputati del M5s (senza i quali von der Leyen non ce l'avrebbe fatta), e una improvvisa inversione di rotta da parte degli eletti della Lega, che erano pronti a sostenerla solo poche ora prima e che alla fine hanno votato "no" criticando in modo virulento il suo programma e la scelta dei colleghi pentastellati.

La polemica ha coinvolto in particolare l'eurodeputato siciliano Ignazio Corrao, che fu il primo capodelegazione del M5s a Strasburgo cinque anni fa, e il bergamasco Marco Zanni, leghista convertito dopo essere fuoriuscito dal M5s nella scorsa legislatura, e oggi presidente dell'intero gruppo sovranista Identità e Democrazia.

A seguito degli attacchi della Lega di ieri, Corrao ha cercato di spiegare che cosa è successo ai militanti e simpatizzanti con un post su Facebook. "La cosa che tutti dovete sapere è che la Lega è un vecchio partito che in ogni negoziazione cerca di portare a casa quanta più acqua al suo mulino, e non fa nulla per nulla. In questo caso - ha spiegato - la Lega faceva parte di un accordo dei cosiddetti 'sovranisti' con il Partito Popolare Europeo. L'accordo era molto semplice: la destra (o i sovranisti) avrebbero votato la candidata del Ppe per poi poterne influenzare le scelte verso destra. La Lega ha lavorato su questo asse per spostare la Commissione a destra per mesi, e insieme ai suoi alleati ha sempre puntato forte sulla sponda del Ppe per ottenere questo risultato. Solo che qualcosa, in questo meraviglioso matrimonio tra sovranisti e popolari è andato storto e lo si è capito già quando li hanno tagliati fuori da tutti i ruoli" nel Parlamento europeo.

Il deputato del M5s ha ricordato poi che persino Salvini in un tweet del 2 luglio aveva accolto positivamente la nomina di Ursula von der Leyen da parte del Consiglio europeo. "Alla fine però, succede qualcosa e la Lega si sfila, perché? Se dovessi tirare ad indovinare - si risponde Corrao - io direi che la Lega aveva chiesto al Ppe sostegno sulla nomina del commissario italiano leghista (come vice della von der Leyen che ora, in modo molto coerente, demonizzano) e questa certezza del sostegno da parte del Ppe non le è stata data. Quindi, avanti con la reazione isterica, che altro non è, per chi sa leggere, che una pubblica ammissione di fallimento politico".

Secondo Corrao, "la Lega ha giocato male le sue carte e si sta condannando all'irrilevanza, nonostante sia la prima delegazione italiana e abbia ben 28 eurodeputati. Una vera beffa e un grande danno per il nostro paese che così perde di fatto rappresentatività. Finisce per contare di più l'8% di Forza Italia che il 34% della Lega stessa", che presumibilmente "non toccherà palla sui lavori legislativi. Bisogna far capire a tutti (specialmente ai leghisti) che qui porti a casa qualche risultato buono per il tuo paese se ti siedi al tavolo, sei molto preparato e sai battere i pugni in modo intelligente per fare pesare i tuoi numeri, se fai sistema-Paese, se metti tutte le energie italiane a difesa dell'Italia"; e non "se invece ti isoli" e "non conti nulla", ha concluso l'eurodeputato del M5s.

Immediata la risposta di Marco Zanni. "La Lega non fa Patti da prima repubblica", ha affermato in un comunicato stampa "in replica alle dichiarazioni diffuse da esponenti del M5s".

"A differenza di altri, noi - ha rivendicato Zanni - non scambiamo la coerenza delle nostre idee e il nostro voto per una poltrona, che sia quella di un vicepresidente o di un commissario. I cinquestelle dicano se intendano rispettare il mandato popolare, oppure seguire la pratica già messa in atto per l'elezione di Fabio Massimo Castaldo" a vicepresidente dell'Europârlamento "e della presidente della Commissione Ursula von der Leyen".

"Ciò che è accaduto - ha proseguito Zanni - lo abbiamo visto tutti, compresi gli italiani che hanno dato in buona fede la loro fiducia ai cinquestelle: un accordo di ferro - ha concluso - che vede il Movimento votare insieme con i partiti di Renzi, Merkel e Macron".