Durante un comizio, Trump, è stato fischiato solo per aver fatto la terza dose

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Donald Trump
Donald Trump

Sono forti le critiche nei confronti dell’ex Presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump. L’ex inquilino della Casa Bianca, sarebbe reo di essersi sottoposto alla terza dose di vaccino anti Covid. Questo, ai suoi sostenitori “no vax“, non è per niente piaciuto.

Donald Trump ha ricevuto la terza dose di vaccino anti Covid

Ebbene, lo scettico Donald Trump, oltre ad aver contratto il virus ed essersi sottoposto alle due dosi che indicano il termine del ciclo vaccinale, si è fatto anche inoculare la dose “Booster” o terza dose. Questo è quanto dichiarato durante un suo comizio a Dallas, in Texas, in occasione del suo “The History Tour” insieme all’ex conduttore di “Fox NewsBill O’ Reilley.

Gli elettori contro Trump e la terza dose

Il primo a prendere la parola è stato proprio O’ Reilley, che ha annunciato alla folla di sostenitori di essere vaccinato, e come lui anche Donald Trump. Una parte del pubblico allora si è sentita tradita dall’ex Presidente, iniziando a fischiarlo soprattutto perchè si è anche sottoposto alla terza dose. Trump allora ha deciso di prendere in mano la situazione, dichiarando: “Abbiamo fatto qualcosa di storico. Abbiamo salvato milioni di vite in tutto il mondo. Tutti insieme. Il Covid avrebbe devastato il Paese in modi inimmaginabili senza i vaccini. Prendetevi il merito di esservi vaccinati e di aver salvato l’economia e la vita di queste persone. Quello che abbiamo fatto è storico. Non dobbiamo essere costretti a vaccinarci, ma dobbiamo prenderci il merito di aver conseguito le tre dosi“.

Nonostante tutto, Trump, è scettico nei confronti della terza dose

Donald Trump, a differenza di molti leader internazionali, non ha mai invitato i cittadini a vaccinarsi e si è sempre dichiarato scettico, soprattutto per quanto riguarda la terza dose, ma non contrario al vaccino. Ciò nonostante, ha deciso di sottoporsi a tutte e tre le dosi previste al momento. Per placare infatti i fischi a Dallas, ha ribadito il suo scetticismo, dichiarando che nel caso in cui non dovesse funzionare la terza dose, i suoi elettori sarebbero i primi a saperlo.

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