Durigon: "Preoccupato? No, tranquillissimo"

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"Sono preoccupato per la vicenda del video? No, sono tranquillissimo". Taglia corto con l'AdnKronos Claudio Durigon, sottosegretario all'Economia, mentre si intrattiene con l'altra sottosegretaria al Mef, la pentastellata Laura Castelli, nella sala Garibaldi del Senato. "Sto lavorando - spiega il leghista - sul dl Sostegni, posso dire che siamo a buon punto, lunedì avremo sicuramente una giornata impegnativa su quelle che potranno essere le varie approvazioni". 

Oggi in aula alla Camera c'è stato un duro scontro verbale tra M5S e Lega sulle affermazioni del sottosegretario al Mef e deputato leghista. Motivo del contendere, che ha spinto il deputato 5 Stelle Eugenio Saitta a chiedere un chiarimento da parte del ministro dell'Economia e delle Finanze, Daniele Franco, in Parlamento, è l'inchiesta pubblicata da Fanpage e in particolare una videoregistrazione nella quale Durigon afferma, tra l'altro, di non essere preoccupato dell'inchiesta in corso da parte della magistratura sul partito, perché l'ufficiale incaricato di svolgere l'indagine sarebbe stato messo al suo posto proprio per incarico della Lega.  

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"Le parole del sottosegretario Durigon - ha detto in aula il deputato M5S, Eugenio Saitta - destano sconcerto e inquietudine. Parole gravissime, inaudite e inaccettabili che il ministro dell'Economia Daniele Franco deve chiarire in Parlamento. E' necessaria trasparenza, chiarezza e di tutelare il Mef che è certamente estraneo a questi fatti".  

"Siamo stufi di vedere da parte del M5S trasformare l'aula del Parlamento in un tribunale - ha ribattuto Davide Ziello a nome della Lega - Noi siamo garantisti e quelle di cui parlate sono solo delle inchieste giornalistiche. Dal punto di vista giudiziario non c'è nulla. Le uniche dichiarazioni sulle quali si dovrebbero concentrare i deputati 5 Stelle sono quelle della sottosegretaria alla Giustizia, Macina, che utilizzando il proprio ruolo si è permessa di entrare nel merito di un processo penale, in corso, che tocca il figlio di Beppe Grillo, fondatore e leader del M5S. Basta con la vostra logica forcaiola e garantista a giorni alterni".  

Secondo Saitta, l'inchiesta di Fanpage su Durigon "parla di rapporti con ambienti non limpidi, di rapporti opachi tra l'Ugl e lo staff della comunicazione del partito di Salvini, la cosiddetta 'bestia'. L'inchiesta ripercorre anche la vicenda dei 49 milioni - ha detto in aula il deputato M5S - che non è solo giornalistica ma giudiziaria. Ciò che desta preoccupazione e sconcerto sono le parole di Durigon. Il quale nella conversazione videoregistrata dice di non avere timore delle inchieste giudiziarie che riguardano la Lega, perché l'uomo della Gdf che le conduce 'è stato messo da noi'". 

"Parole gravissime sia che i fatti siano veri o falsi. Durigon è sottosegretario al Mef, ministero che è a capo della Gdf. Parole gravi - ha insistito - perché possono far sorgere il dubbio che ci siano uomini o donne della Gdf asserviti a interessi di parte di una forza politica. Questo è inaudito e inaccettabile. Chiediamo l'intervento in Parlamento del ministro Franco perché c'è bisogno di chiarezza e trasparenza e affinché tuteli il Ministero che è certamente estraneo a questi fatti", ha concluso Saitta.  

Il sottosegretario Durigon è tranquillamente al lavoro, nello stesso tempo il suo avvocato ha già presentato dieci querele, è quanto trapela da fonti della Lega. 

Il M5S, a quanto apprende l'Adnkronos, sta valutando una mozione di revoca dal ruolo di sottosegretario per Durigon. La mozione potrebbe essere messa nero su bianco del gruppo M5S al Senato. "Questo è peggio del caso Siri", commenta un big del M5S, ricordando il caso che agitò il primo governo Conte, accelerandone la fine. 

“Cosa penso del caso Durigon? Penso che indipendentemente dal colore politico la trasparenza sia un dovere. Di fronte a ogni più piccolo dubbio o sospetto il soggetto politico ha il dovere di spiegare e chiarire la sua posizione. Quindi mi auguro che questo chiarimento arriverà già nelle prossime ore” dice il ministro agli Affari esteri Luigi Di Maio, sentito telefonicamente dall’AdnKronos.