E-cig, decessi e malori negli Usa

Da quando sono sbarcate sul mercato, le sigarette elettroniche hanno rivoluzionato il mondo del tabacco.

E sebbene siano passati circa una decina di anni, sulle e-cig sappiamo ancora davvero poco.

E' appurato che facciano meno male rispetto alle sigarette tradizionali, ma presentano comunque dei rischi.

Attualmente le sigarette elettroniche sono al centro di un acceso dibattito negli Usa.

Oltreoceano si sono registrati cinque decessi che potrebbero essere collegati al loro utilizzo.

In aggiunta a oltre 450 possibili casi di malattia polmonare legata allo svapo.

Un fenomeno che potrebbe essere però connesso ad un utilizzo particolare delle e-cig.

Nella maggior parte dei casi infatti, i consumatori interrogati hanno riferito di avere fumato le sigarette elettroniche con liquidi contenenti THC, uno dei principi attivi della cannabis.

Prelevando alcuni campioni di prodotti utilizzati dai pazienti che si sono ammalati, gli investigatori della Food and Drug Administration hanno rinvenuto olio derivato dalla vitamina E.

L'olio derivato dalla vitamina, noto come vitamina E acetato, è disponibile sul mercato sotto forma di integratore. Se inalato, però, può provocare proprio i sintomi dei pazienti ricoverati: tosse, respiro corto e dolore toracico.(guarda il video)

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    Fase 2, virologo: "La tanto temuta esplosione non c'è stata"

    "Se avessimo dovuto vedere qualche segnale preoccupante questo ormai si sarebbe delineato. Consideriamo che un rilascio parziale del lockdown è iniziato il 4 maggio, altre aperture proseguiranno, anche se divertimenti, teatri, avvenimenti sportivi sono ancora interdetti. Sono passati più di 14 giorni, che è il periodo di incubazione, direi che la tanto temuta esplosione non c'è stata". Lo dice in un'intervista a 'La Nazione', 'Il Giorno' e 'Il Resto del Carlino' Giorgio Palù, past president della Società europea di virologia. "Abbiamo anzi avuto un rallentamento generalizzato dell'Rt - spiega - cioè dell'indice di riproduzione basale del virus, ma non deve essere solo l'indice di contagio a determinare le riaperture nelle regioni, ci sono anche altri indicatori. Adesso sappiamo dai dati epidemiologici che in Lombardia il virus è circolato nel 10-15% della popolazione, in altre regioni il 3%. Se prendiamo l'Italia nel complesso, ben più del 90% della popolazione è ancora esposta, quindi il problema di una riaccensione c'è sempre. Ma i numeri importanti sono anche quelli del calo dei ricoverati nelle rianimazioni e della positività dei tamponi (meno dell'1%), che vanno considerati". "Sappiamo che c'è una risposta immunitaria anche nei confronti del Sars-CoV-2 - sottolinea ancora l'esperto - Un lavoro dell'Università di California e un altro della Charité di Berlino documentano cellule T memoria circolanti che inducono la produzione di anticorpi cross reattivi contro virus del raffreddore e virus della Sars, e riconoscono anche la porzione S2 di Sars-CoV-2. In un certo senso stiamo imparando a conoscere l'importanza dell'immunità cellulare nell'eliminare l'infezione in atto". "Anche le nazioni che non hanno applicato il lockdown" per contenere l'epidemia di nuovo coronavirus "a un certo punto sembrano registrare un decremento di positivi sovrapponibile al nostro. Il che ci fa ipotizzare e sperare una regressione estiva, analogamente agli altri coronavirus e a tutti i virus respiratori", afferma ancora Palù, sottolineando che rispetto ai suoi simili, Sars-CoV-2 è apparso comunque "molto più contagioso: gli altri virus hanno infettato solo 10mila persone - osserva il past president della Società europea di virologia - mentre con questo ormai siamo a 5 milioni. Ma non ha una letalità paragonabile agli altri, anche se oggi in Italia, in base ai tamponi fatti, dobbiamo ammettere una letalità superiore al 14%". Un dato non definitivo, precisa l'esperto, perché "il tasso di letalità vero lo avremo quando saranno pubblicati gli studi basati sui test sierologici. I dati cinesi ci dicono che circa l'80% di chi ha contratto il virus è asintomatico, ma aspettiamo di sapere anche i valori statunitensi ed europei, perché ormai tre quarti della pandemia è da noi".  Quanto ai test sierologici per la ricerca degli anticorpi contro Covid-19, Palù dice no allo screening di massa: "Vanno fatti a strati per età, genere, occupazione e residenza su qualche decina di migliaia di persone". E i tamponi? "Il tampone è diventato un procedimento salvifico - risponde il virologo - ma ha una sensibilità del 60%. E adesso sta emergendo anche il caso dei falsi positivi. E' un elemento diagnostico che va studiato assieme alla sorveglianza sindromica, alla sierologia, all'isolamento del virus che nessuno fa perché non lo sanno fare". Ma se riparte l'epidemia, si dovrà chiudere di nuovo? "Non possiamo permettercelo, sarebbe la morte economica", ammonisce il virologo che ci tiene a definirsi così "di fronte a tanti sedicenti tali che non ho mai conosciuto". Vari "personaggi da talk show che parlano l'uno contro l'altro senza avere mai pubblicato un lavoro su una rivista di virologia". L'esperto, che è stato presidente della Società europea di virologia, nonché fondatore e presidente della Società italiana di virologia, riflette sul primo lockdown e conferma che andava fatto: "La riprova è la diminuzione di casi. Era un virus nuovo, pandemico", mentre "nessun coronavirus conosciuto è mai stato pandemico", ricorda. Sottolineando anzi che sulla chiusura di marzo si è perso tempo: "Per 20 giorni - osserva - i nostri politici hanno discusso se mettere in quarantena i cinesi, ma non si poteva farlo per non discriminarli come i migranti. Hanno chiuso i voli dalla Cina, ma nessuno ha voluto controllare gli europei che tornavano da laggiù. Il buonismo ci ha condannati", dice il virologo.  Se Covid-19 rialzerà la testa non potremo tornare al lockdown, ribadisce Palù, ma sarà necessario "avere prudenza e tracciare i contatti. Quando si scopre un positivo bisogna risalire a chi è venuto in contatto con lui non per chiudere altre zone rosse, ma per isolare immediatamente queste persone". A casa "o in qualche albergo vuoto. Non certo negli ospedali - puntualizza - come ha fatto la Lombardia che ha ricoverato il 70% dei positivi contro il 20% del Veneto. Il modello - insiste - è avere presidi territoriali, controlli, tracciabilità, un sistema epidemiologico regionale in grado di raccogliere i dati dai presidi di igiene e sanità locali, dai medici di medicina generale o del lavoro, dalle industrie". "Bisogna avere una sorveglianza biologica", continua l'esperto. "In Veneto c'è già stato un trial con una decina di industrie e la percentuale di positivi non ha mai superato l'1%. Significa che i nostri industriali sono molto accorti in quello che fanno", evidenzia, avvertendo tuttavia come - a parte gli anziani che restano i più vulnerabili - i più esposti a un nuovo contagio sono "i lavoratori, a partire dai medici. Molti ne sono stati veicoli inconsapevoli, lavorando senza protezioni. E' stata una grave ignoranza", commenta Palù. "Colpevole - aggiunge - perché la Sars ci aveva insegnato come circolano i coronavirus".

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    Caso Fedez: Codacons querela anche Burioni, Sottile e Sibilia

    di Ilaria FlorisIl giornalista Rai Salvo Sottile, il virologo Roberto Burioni e il sottosegretario al Ministero dell’Interno Carlo Sibilia dovranno rispondere del reato di diffamazione. A presentare formale querela nei loro confronti è il Codacons, "che - spiega l’associazione - avvia anche analoga iniziativa in sede civile, chiedendo inoltre alla Rai il licenziamento di Sottile e al Governo di sostituire il Sottosegretario". La vicenda nasce lo scorso marzo, quando il Codacons denunciò le "commissioni ingannevoli" applicate dalla piattaforma Gofundme usata dalla coppia Fedez-Ferragni e da Salvo Sottile per le loro raccolte fondi in favore della sanità italiana per la lotta contro il Coronavirus. Il Codacons ottenne all’epoca un provvedimento d’urgenza dell’Autorità, che dichiarò illecito il meccanismo di applicazione delle commissioni a carico dei donatori. La denuncia dell’associazione suscitò diverse polemiche e fu oggetto di critica, tra gli altri, anche da parte del giornalista Salvo Sottile. "Sottile -attacca l’Associazione - di cui è noto l’odio personale verso il Codacons, unica associazione esclusa da ‘Mi manda Raitre’, anziché lodare l’intervento a tutela della trasparenza e dei donatori, avviò una campagna mediatica sui social tesa a diffamare e calunniare l’associazione, attraverso deliranti tweet e video nei quali, sostanzialmente, accusava il Codacons di truffa aggravata e invitava la magistratura ad indagare sull’operato dell’associazione, dando quindi per certo che il Codacons avesse commesso reati penalmente perseguibili, e confermando la decisione di non invitare l’organizzazione alla sua trasmissione". "Un comportamento che, in qualsiasi altro paese, avrebbe portato la Tv pubblica a licenziare in tronco un conduttore che abusa della sua posizione, e che meriterebbe una puntata di ‘Mi manda Raitre’ dedicata proprio ad indagare il suo conduttore - spiega all’Adnkronos il presidente dell’Associazione Carlo Rienzi -. Per tale motivo il Codacons ha chiesto un incontro urgente al nuovo direttore di Raitre Franco Di Mare". Comportamento analogo, secondo il Codacons, avrebbe tenuto il virologo Roberto Burioni "che in un tweet affermava ‘Il Codacons se la prende con Fedez e Ferragni, conferma il suo impegno a favore dei virus’, sostenendo quindi implicitamente che l’associazione fosse impegnata per favorire la morte dei cittadini". Querelato, infine, dal Codacons, anche il sottosegretario al Ministero dell’Interno Carlo Sibilia. "Credendo alla ‘bufala’ messa in piedi da Fedez e Sottile, annunciò su Twitter di aver dato seguito alle rimostranze di Fedez scrivendo ‘Grazie di questa vostra segnalazione. La questione è stata riferita alla Polizia di Stato che sta realizzando gli approfondimenti del caso. Ancora grazie, queste cose non dovrebbero mai accadere, men che meno in questo periodo’ -spiega l’Associazione- Un messaggio diffamatorio e gravissimo, scritto da un rappresentante delle istituzioni nella sua veste di pubblico ufficiale, nel quale si dava per scontato un non meglio specificato reato commesso dal Codacons, senza possedere alcun elemento a riprova di quanto affermato, e senza sapere che l’associazione, prove alla mano, aveva già smentito le ingiustificate accuse di Fedez e di Salvo Sottile". Salvo Sottile: "Nessuna antipatia per Rienzi"

  • Coronavirus, Sileri: "Dati reali e ben controllati"
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    Coronavirus, Sileri: "Dati reali e ben controllati"

    "Credo che il calo dei morti sia reale. Vedremo se è davvero zero, io lo spero. Sicuramente sono molto più affidabili i dati di oggi rispetto a quelli di ieri, per due ragioni: perché il numero è inferiore e perché quando la macchina si avvia man mano che passano le settimane il rodaggio è migliore ed è più facile raccogliere e trasmettere i numeri. I dati che abbiamo oggi, per numero di persone inferte e morti e perché il sistema è ben avviato sono sicuramente reali e ben controllati, anche se si può sempre fare meglio". Così Pierpaolo Sileri viceministro della Salute ospite di 24 Mattino su Radio 24.  L'ipotesi sarda e siciliana di un passaporto sanitario "è ad oggi impraticabile", ha detto ancora Sileri aggiungendo: "E' un'idea ambiziosa ma serve unitarietà su tutto il territorio nazionale. Pensarci va bene, però ad oggi non credo che sia fattibile poi magari una soluzione si trova. Ma secondo me, facciamo prima a riaprire e a lasciarci il virus alle spalle". Quanto a "Immuni arriva in 10-15 giorni. Immagino che per la prima decade di giugno arrivi. E' un tracing importantissimo che quando sarà attivo darà importanti diffusioni su tracciamento e diffusione della malattia".

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    Albano difende la Lecciso e blocca sulla poesia di Romina Power

    Intervistato da Mara Venier Al Bano ha parlato del rapporto con la madre Jolanda, ma anche di Loredana Lecciso e Romina Power

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    Ciavarro e Clizia hanno commesso una gaffe in diretta tv

    Barbara D'Urso ha smascherato in diretta tv Paolo Ciavarro e Clizia Incorvaia, che a quanto pare si erano già incontrati dopo il lock down.

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    A seguito delle ultime intercettazioni riguardanti l'ex presidente dell'Anm Luca Palamara i principali vertici dell'organismo si sono dimessi.

  • Gallera, Burioni 'corregge' e spiega
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    Gallera, Burioni 'corregge' e spiega

    Roberto Burioni spiega e corregge Giulio Gallera. L'assessore al Welfare della Lombardia si è prodotto in una dichiarazione ormai celeberrima sull'indice di contagio del coronavirus: "0,51 cosa vuol dire? Per infettare me, bisogna trovare due persone infette nello stesso momento", ha detto Gallera. "Quel numero che abbiamo imparato a conoscere, il tasso di riproduzione, ci dice statisticamente quante persone infetta un malato. Se il numero è 0,5, vuol dire che 200 persone malate ne infetteranno 100. Ma l'effetto del contagio è sempre legato ad uno che incontra uno... Anzi: non sono 200 persone che ne infettano 100, probabilmente poche persone sono responsabili di moltissimi contagi", afferma Burioni, ospite di Che tempo che fa.  Sull'epidemia, il virologo evidenzia che "la situazione sta andando molto meglio, siamo usciti da un periodo terribile. Abbiamo visto un momento di grande pericolo per la nostra comunità. Grazie a sacrifici spaventosi di ogni tipo, personali e economici, ne siamo usciti. Ora siamo come un paziente guarito da una bruttissima polmonite grazie ad una terapia dolorosa e impegnativa. Appena guarito, non lo mandiamo a sciare su una pista nera in cima ad una montagna. Gli chiediamo di stare riguardato nella convalescenza". "Conosciamo tutti i virus che affrontiamo, questo invece è nuovo. Dobbiamo essere cauti, sarebbe un peccato dilapidare i sacrifici fatti", ribadisce.

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    Dopo la denuncia della loro scomparsa ai primi di maggio sono state ritrovate le ceneri di Elena Aubry, morta in un incidente in moto a Roma nel 2018.

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