"E' davvero così eversivo andare a votare?" chiede Giorgia Meloni

Oggi è il giorno dell'opposizione in piazza contro il governo Conte-bis, chiamato alla prova della fiducia alla Camera. Ebbene, “mi si nota di più se vado o se non vado?”. Inizia dalla citazione di una battiuta di Nanni Moretti nel film Ecce Bombo l'intervista di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, a Libero Quotidiano. E la usa per criticare Forza Italia che “ha scelto di non partecipare, con dei distinguo che non comprendo” afferma la leader di FdI. “Non capisco perché vogliano isolarsi, o isolare i loro sostenitori, molti dei quali invece saranno con noi”.

Fratelli d'Italia continua invece a credere ostinatamente nella coalizione di centrodestra, perché – sottolinea – “è in gioco la sovranità popolare e la nostra stessa sovranità nazionale” in quanto “il ribaltamento della realtà a cui la sinistra ci ha abituato sta raggiungendo vette inimmaginabili”. Secondo Meloni, infatti, “praticamente è democratico prendere il voto degli italiani e farne carta straccia, è democratico fare un governo unendo forze che hanno preso i voti annunciando che non avrebbe mai fatto un governo insieme, è democratico farlo con il solo obiettivo di impedire agli italiani di sceglierne un altro, è democratico persino farsi dettare la linea da Macron o dalla Merkel. L'unica cosa eversiva è tornare alle elezioni”. “E da qualche giorno è eversivo anche manifestare”, chiosa.

La leader di FdI definisce poi “surreale” il dibattito sul nuovo governo e la sua legittimità perché “i soloni che i questi giorni ci hanno additato come “analfabeti costituzionali” farebbero bene ad andarsi a leggere le pagine di insigni costituzionalisti che dicono che lo scioglimento anticipato delle Camere può essere utilizzato quando la rappresentanza parlamentare appare evidentemente non rispondente al sentimento popolare”. Quanto al presunto “suicidio “ di Salvini che ha deciso di staccare la spina al Conte 1, Meloni sostiene che “Non è un mistero che noi avremmo preferito che la Lega staccasse la spina subito dopo le Europee: è vero, non c'è certezza che non sarebbe finita così, ma sicuramente non avrebbero avuto alibi. Nessuno avrebbe creduto alle balle sull'Iva, sull'esercizio provvisorio, sull'Europa”.

Pero poi, aggiunge Meloni, ancora su Salvini, “noi non abbiamo capito il tentativo in extremis di offrire addirittura la presidenza del consiglio a Di Maio. Ma ormai il dado è tratto, siamo di fronte ad una emergenza democratica”. Però il nuovo governo ha già incassato il sostegno dell'Europa, obietta il quotidiano, osservazione alla quale Meloni, che sostiene che il voto sulla von de Leyen e lo scambio di voti tra Pd e 5Stelle è stato “il prologo dell'inciucione che si è poi consumato”.

Aspettative? “Una cosa è chiara: cambieranno le politiche migratorie, si passerà dai porti chiusi ai confini aperti. Fa parte del patto scellerato con l'Europa, come ai tempi di Renzi” giura la leader di Fratelli d'Italia.