E' giallo sulla sorte di una star del tennis cinese che accusò il vice premier

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AGI - E' giallo sulla sorte della campionessa di tennis Peng Shuai, della quale non si hanno notizie dal 2 novembre, quando dal suo account Weibo, il Twitter cinese, furono lanciate accuse di violenza sessuale contro un ex vice primo ministro cinese, Zhang Gaoli, oggi in pensione. Il post fu censurato nel giro di pochi minuti, ma il suo contenuto diventò virale e gli screenshot del messaggio circolarono on line per giorni. La World Tennis Association ha chiesto un'indagine "piena, giusta e trasparente" del governo cinese, sottolineando in una nota diffusa on line che "Peng Shuai e tutte le donne meritano di essere ascoltate, non censurate".

Il presidente dell'organizzazione, Steve Simon, ha inoltre dichiarato al New York Times di avere ricevuto conferme "da diverse fonti, inclusa la Chinese Tennis Association", che la donna è al sicuro e che non sta subendo minacce fisiche. A quanto apprende, ha detto, potrebbe trovarsi a Pechino, ma non è in grado di confermarlo, perchè non ha parlato direttamente con la tennista.

Oltre alla Wta, anche altri grandi nomi del tennis si sono aggiunti a difesa della tennista, chiedendo informazioni sulla sua sorte. La ex numero 1 Chris Evert, citata dal Guardian, ha definito "inquietante" la vicenda. "Questo è grave: dov'è? è al sicuro? Qualsiasi informazione sarebbe gradita".

All'appello si sono uniti anche Martina Navratilova, che definisce dura e "corretta" la posizione della Wta, Nicolas Mahut e Billy Jean King, tra quelli citati dal quotidiano britannico. La sorte di Peng Shuai preoccupa soprattutto le femministe cinesi, che in una serie di post su Twitter mostrano immagini di ponti e muri di localita' non specificate su cui appaiono scritte riguardanti la campionessa. "#MeToo in Cina. Diciamo no alle molestie sessuali, alla violenza e alle discriminazioni di genere. Le donne cinesi rompono il silenzio", si legge in uno di questi messaggi. "Dov'è Peng Shuai?" recita un altro.

 "Sosteniamo Peng Shuai", si legge in un altro ancora, sia in cinese che in inglese. Le accuse mosse da Peng all'ex vice premier rappresentano il caso più grave con cui è alle prese il movimento MeToo cinese: la vicenda di Peng Shuai vede coinvolto uno degli uomini più potenti della Cina fino al 2017 ed ex membro del Comitato Permanente del Politburo, l'organo decisionale del partito composto da soli sette dirigenti, tra cui lo stesso segretario generale del partito e presidente cinese, Xi Jinping.

In base a quanto si legge sull'account Weibo di Peng, la tennista avrebbe avuto una relazione a tratti con l'ex alto dirigente del Pcc, che si sarebbe interrotta negli anni in cui Zhang è stato eletto nelle alte sfere del partito: nel 2018, al termine dell'incarico, Peng sarebbe stata invitata da Zhang a casa sua per giocare a tennis con lui e la moglie, e in quell'occasione l'ex politico cinese l'avrebbe violentata. Pur dichiarando di non avere prove di quanto affermato, il messaggio apparso sull'account di Peng sottolinea la determinazione a rendere pubblico il caso. "Come un uovo che colpisce una roccia, o una falena la fiamma, sprezzante dell'auto-distruzione dirò la verita' su di te", si legge nel post.

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