E gli scozzesi ringraziano gli Azzurri

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Soccer Football - Euro 2020 - Final - Italy v England - Wembley Stadium, London, Britain - July 11, 2021 Italy's Gianluigi Donnarumma celebrates winning Euro 2020 with teammates Pool via REUTERS/Laurence Griffiths (Photo: LAURENCE GRIFFITHS via Pool via REUTERS)
Soccer Football - Euro 2020 - Final - Italy v England - Wembley Stadium, London, Britain - July 11, 2021 Italy's Gianluigi Donnarumma celebrates winning Euro 2020 with teammates Pool via REUTERS/Laurence Griffiths (Photo: LAURENCE GRIFFITHS via Pool via REUTERS)

LONDRA. Lo spicchio dei tifosi azzurri a Wembley era tappezzato dai tricolori. L’unica eccezione erano due vessilli scozzesi con un messaggio filo-italiano. Su una bandiera c’era scritto “We’re here for the Italian job” e sull’altra “We’ll soon be back”, un riferimento al ritorno nell’Unione europea, che resta il grande sogno e l’obiettivo dichiarato dei paladini dell’indipendenza da Londra.

I tifosi azzurri in netta minoranza a Wembley hanno potuto contare sul supporto degli scozzesi - diventati italiani per una notte - che hanno “gufato” contro gli arci-rivali inglesi e festeggiato la vittoria della squadra di Mancini.

Stamattina il quotidiano scozzese e filo-indipendentista The National ha pubblicato una foto a mezza pagina dei giocatori azzurri che abbracciano l’eroe di giornata, Gianluigi Donnarumma, accompagnata dal seguente titolo: “It’s Coming Rome”. Qualche giorno fa il quotidiano aveva messo in prima pagina una foto di Mancini in versione Braveheart che aveva fatto il giro del mondo. Anche il giornale The Scotsman, che pure è filo-conservatore e poco favorevole all’indipendenza, ha festeggiato la vittoria dell’Italia: “Forza Azzurri: l’Italia spezza i cuori inglesi nel finale a Wembley”. Se le prime pagine dei giornali inglesi hanno tutte messo in risalto l’ennesima delusione dei Three Lions, quasi ignorando il fatto che l’Italia avesse vinto, le edizioni scozzesi hanno celebrato degnamente l’impresa della squadra di Mancini.

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Questo rispecchia lo spirito dei tifosi scozzesi venuti a Wembley, tra gli unici a stringere le mani e a dare una pacca sulla spalla ai sostenitori azzurri nel concitato pre-partita. Anche nei pub e nelle strade di Edimburgo questo era l’umore. Hamish Husband, il portavoce della Association of Tartan Army Clubs (ATAC), l’organo che raggruppa oltre cento sezioni dei tifosi scozzesi, ci risponde al telefono in mattinata dicendo: “Se avvicino il cellulare alla finestra riesci a sentire i tifosi scozzesi che esultano”. Il messaggio è chiaro. “Magari alcuni scozzesi che non seguono il calcio hanno sostenuto l’Inghilterra - spiega Husband all’HuffPost - ma i veri appassionati tifano per chiunque gioca contro i Three Lions”. E il tifoso aggiunge: “Non puoi chiedermi di tifare per l’Inghilterra - sarebbe come chiedere a un tifoso della Roma di sostenere la Lazio in finale di Champions League”.

Il “nazionalismo calcistico” degli scozzesi non è solo un effetto collaterale delle tensioni tra Londra e Edimburgo su un possibile secondo referendum sull’indipendenza. Sia gli indipendentisti che gli unionisti tifano contro l’Inghilterra; l’unica eccezione sono i tifosi di Rangers, la squadra protestante di Glasgow, che sono più filo-inglesi. Ma le radici della rivalità calcistica tra Inghilterra e Scozia vanno oltre il dibattito sull’indipendenza. Quest’ostilità è tra le più antiche nella storia del calcio; le due nazionali si sono affrontate per la prima volta nel 1872, in quello che è stato il primo incontro internazionale di sempre. I sostenitori dei Three Lions ricambiano questo sentimento ostile, seppur in misura minore rispetto agli scozzesi. Uno dei cori più popolari tra i tifosi inglesi nel pre-partita di Wembley era “la Scozia viene massacrata ovunque va”.

I tifosi scozzesi sono decisamente i più anti inglesi ma non sono gli unici ad avere festeggiato per la vittoria dell’Italia. Anche nelle strade di Cardiff ci sono state delle scene di festa, con i gallesi che hanno intonato cori a sostegno dell’Italia. Il tifoso italiano Dario Palermi, che si trovava in un pub di Cardiff, ha raccontato al sito WalesOnline: “Amo l’Italia, è il mio paese, ma mi sento a casa a Cardiff…Mi sembra che tifiamo tutti per l’Italia qui”.

Nei giorni scorsi la giornalista gallese Laura Kemp si era lamentata “dell’arroganza e della presunzione” dell’Inghilterra e si era rivolta ai “secoli di oppressione” patiti dai cittadini del Galles. Tuttavia, la giornalista aveva aggiunto che la nazionale giovane e politicamente impegnata di Southgate non ha nulla a che spartire con la vecchia Inghilterra, ed è più apprezzata anche dai rivali.

Anche i tifosi irlandesi non la pensano tutti allo stesso modo. I giornali di Dublino raccontano che i pub irlandesi erano divisi tra Italia e Inghilterra, come dimostra un sondaggio sul sito del quotidiano irlandese Independent. “Ammiro la squadra dell’Inghilterra ma gran parte dei sostenitori sono dei razzisti e xenofobi, aizzati dai tabloid e dagli idioti a Downing Street”, scrive Bernard Culligan. Ma altri utenti sono più ben disposti verso i cugini inglesi. L’irlandese Aisling Wall di Waterford dice: “Gli inglesi sono i nostri vicini….parlare più di pace e di conciliazione potrebbe essere un modo per ridurre la violenza nell’Irlanda del Nord”.

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Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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