Consultazioni, è il D-day

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La crisi di governo è ormai al D-day: ultimo round di consultazioni al Quirinale. Quando la delegazione del M5S, attesa alle 19 allo studio della Vetrata, avrà lasciato il Colle, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella prenderà le sue decisioni. Se le forze politiche, in primis Cinquestelle e Pd, avranno dimostrato che esiste un accordo politico "su un programma per governare il Paese"  e formulato un’ipotesi per la premiership, il capo dello Stato chiamerà la personalità indicata e in serata - o al più tardi giovedì mattina - gli conferirà l’incarico per formare il nuovo governo. Altrimenti, con la stessa tempistica, convocherà un nome terzo chiamato a guidare un esecutivo di garanzia per gestire il voto anticipato.  

LE CONSULTAZIONI - Alle 10 al Colle sale la delegazione del Gruppo Autonomie del Senato, cui segue quella di Leu alla Camera, alle 10:30, e di Fratelli d'Italia, alle 11. A partire dalle 16, scaglionati di un'ora, rispettivamente il Pd, Forza Italia, Lega e M5S. IL VOTO - Il tempo per le "decisioni sollecite" che Mattarella aveva chiesto giovedì scorso sta scadendo, visto che un eventuale orizzonte elettorale vedrebbe il 10 novembre come prima data utile per le urne; scadenza che comunque aprirebbe una vera e propria corsa contro il tempo per approvare la legge di Bilancio entro l’anno ed evitare l’esercizio provvisorio. L'INCARICO - Il capo dello Stato si attende indicazioni chiare dai partiti: se ci sarà accordo sulla cornice programmatica e sul nome del presidente del Consiglio, Mattarella conferirà l’incarico pieno, lasciando al prescelto il tempo necessario, probabilmente alcuni giorni, per definire programma e lista dei ministri. I MINISTRI - Un elenco che naturalmente il premier incaricato, quando tornerà al Quirinale per sciogliere la riserva, sottoporrà al Capo dello Stato, che a norma dell’articolo 92 della Costituzione nomina i ministri su proposta del presidente del Consiglio. E su alcuni ruoli chiave e più delicati del governo è presumibile che Mattarella si riserverà l’ultima parola.  

LE DELEGAZIONI - Il Gruppo delle Autonomie al Senato sosterrà la nascita di un nuovo governo: la SVP si pronuncerà con "un'estensione benevola", mentre altre componenti voteranno a favore. Lo hanno spiegato la capogruppo, Julia Unterberger, e il vicecapogruppo, Dieter Steger, al termine delle consultazioni al Quirinale. 

"Confidiamo che di fronte ad un'intesa dettata solo dalla paura del voto, nata solo per mantenere delle poltrone, il presidente Mattarella voglia valutare la possibilità di non farsi notaio di questo patto della poltrona e di esercitare la sua potestà di sciogliere le Camere nell'interesse superiore della Nazione" ha affermato Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia, dopo il colloquio al Colle. 

"Non è stato oggetto del nostro colloquio con il Presidente Mattarella", ha detto Meloni, ma "scenderemo in piazza a Montecitorio il giorno della fiducia se questo governo dovesse nascere".