E’ lui il nuovo Barack Obama?

Duccio Fumero
Jon Ossoff è giovane, è un volto nuovo e carismatico, ma soprattutto ha posizioni radicali che piacciono all’ala sinistra del partito. (Credits – Instagram)

Parte da un piccolo distretto della Georgia il sogno di riscossa dei democratici americani dopo la batosta subita da Hillary Clinton e la vittoria di Donald Trump alle ultime presidenziali USA. Il primo turno delle elezioni per segui da deputato è stato, infatti, vinto dal trentenne democratico Jon Ossoff, che si è imposto in uno Stato storicamente e tradizionalmente di destra.

Insomma, una roccaforte di Trump e dei repubblicani, ma che ora è stata scalfita da colui che già chiamano il “nuovo Obama”. Ciò, nonostante Ossoff sia bianco e non nero come Obama. Ma come colui che vinse le presidenziali del 2008 il forse futuro deputato della Georgia è giovane, ha poco più di 30 anni, è un volto nuovo e carismatico, ma soprattutto ha posizioni radicali che piacciono all’ala sinistra del partito, quella che più di tutte ha ‘tradito’ Hillary all’ultima tornata elettorale.

L’elezione dell’altro giorno serve a sostituire l’ex-deputato repubblicano Tom Price divenuto ministro della Sanità nell’Amministrazione Trump, ma da un evento secondario è diventata una battaglia molto simbolica. Per far vincere Ossoff, quindi, si sono mobilitati tutti i potenti del partito, le organizzazioni della sinistra più radicale e alternativa, le popstar progressiste, gli attori liberal di Hollywood. Insomma, tutta la intellighenzia che di solito si ‘spreca’ per le presidenziali si è riversata in Georgia per il giovane Ossoff.

Perché ha carisma, è giovane, è il nuovo Obama, ma soprattutto perché i democratici vogliono esorcizzare al più presto il fantasma di Donald Trump e l’incredibile debacle avuta alle presidenziali di novembre. E vincere in Georgia, cioè in un feudo di destra e repubblicano, significa guardare al futuro con maggiore ottimismo, illudendosi che il trumpismo sia già un ricordo.

Ora, però, Ossoff dovrà confermarsi al secondo turno e conquistare l’ambito seggio e, solo allora, i democratici si potranno preparare con ottimismo per la battaglia del novembre 2018, quando si svolgeranno le elezioni legislative di medio termine, dove i democratici sperano di riconquistare almeno uno dei due rami del Congresso.

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