E' morta Lina Wertmuller, regista simbolo della commedia all'italiana

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Addio a Lina Wertmuller. La grande regista e sceneggiatrice si è spenta a 93 anni a Roma. Nata il 14 agosto 1928, ha firmato capolavori del cinema italiano come "Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare di agosto" (1974), con la coppia Mariangela Melato-Giancarlo Giannini, e "Mimì metallurgico ferito nell’onore" (1972) sempre con Giannini. Ebbe grande successo anche in tv ai tempi degli "sceneggiati" con la trionfale accoglienza del "Giornalino di Giamburrasca" (1964-65) con Rita Pavone.

Lina Wertmuller, insuperabile maestra di ironia - LE FOTO

Sposò lo scenografo teatrale Enrico Job con cui adottò la figlia Maria Zulima ed ebbe una lunghissima e proficua collaborazione artistica e professionale, vincendo diversi David di Donatello e Nastri d'argento.

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Nota al grande pubblico per i titoli di lunghezza fluviale e il vezzo degli occhiali dalla montatura bianca, è stata la prima donna nella storia ad essere candidata all'Oscar come migliore regista, per il film "Pasqualino Settebellezze" (nella cerimonia del 1977), che ne totalizzò ben quattro. Nel 2020 le è stato assegnato il Premio Oscar onorario.

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Nata a Roma il 14 agosto 1928, Lina Wertmuller frequentò l'accademia teatrale di Pietro Sharoff, debuttando come regista di burattini e intraprendendo poi la strada del cinema che la vide assistente di Federico Fellini sui set di "La dolce vita" e "8 ½". 

NAPLES, IT - JUNE 1:  Actor Giancarlo Giannini with Lina Wertmuller on JUNE 1,1975 In Naples, Italy. (Photo by Santi Visalli/Getty Images)
Giancarlo Giannini e Lina Wertmuller (Photo by Santi Visalli/Getty Images)

Debuttò come regista nel lungometraggio "I basilischi" nel 1963, vincendo la Vela d'oro del Festival di Locarno. "Film d'amore e d'anarchia", "Tutto a posto e niente in ordine", "Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto", "Pasqualino settebellezze" rappresentano del cult movie del cinema italiano degli anni '70.. Negli Anni '80 arrivano titoli come "La fine del mondo" e "Fatto di sangue tra due uomini" fino a "Notte d'estate". Negli anni '90 con Sophia Loren porta in tv un riuscito adattamento di "Sabato, domenica e lunedì" da Eduardo e dirige Paolo Villaggio in "Io speriamo che me la cavo" dal romanzo-verità di Marcello D'Orta. 

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Il cordoglio della politica e del mondo dello spettacolo

La camera ardente sarà allestita in Campidoglio. La notizia della scomparsa della scomparsa di Lina Wertmuller è stata data dal sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, che in un tweet la ricorda come "una grande regista che ha realizzato film densi di ironia e intelligenza, la prima donna candidata all'Oscar per la miglior regia".

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una nota, esprime il suo cordoglio per la scomparsa di Lina Wertmüller, "regista e intellettuale di grande finezza, che ha dato vita in tutta la sua prestigiosa carriera cinematografica a film e personaggi indimenticabili".

Anche il Ministero della Cultura ha omaggiato Wertmüller con un tweet che riporta una frase del ministro Dario Franceschini: "L’Italia piange la scomparsa di Lina Wertmüller, regista che con classe e stile inconfondibile ha lasciato un segno perenne nella nostra cinematografia e in quella mondiale".

"Sono distrutta. L'ho vista un mese fa, sono stata a casa sua. È un dolore enorme - ha invece detto Rita Pavone, molto legata alla regista romana - Per me è stata una seconda mamma, una mamma artistica con la quale io ho iniziato”. Pavone ricorda poi il loro ultimo incontro, un mese fa a Roma: "Stava benissimo, era in forma sul suo divano, le gambe bianche, le unghie laccate, i piedi scalzi. Lei camminava ovunque a piedi scalzi".

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