E' morto George Steiner, gigante della critica letteraria -2-

Coa

Roma, 4 feb. (askanews) - Essendo uno dei due soli allievi ebrei della sua scuola in Francia a sopravvivere all'Olocausto, le domande relative a questo periodo oscuro della storia europea hanno permeato gran parte dei suoi scritti. "Il mistero nero di ciò che è accaduto in Europa è per me indivisibile dalla mia stessa identità", ha scritto in un saggio intitolato "A Kind of Survivor".

Sebbene fosse un grande sostenitore delle arti e abbia scritto ampiamente su di esse, Steiner notava che non forniscono alcuno scudo contro gli orrori dell'Olocausto. E in molti saggi ha affrontato questo paradosso del potere morale della letteratura, della sua impotenza di fronte a un evento come l'Olocausto. In un suo libro pubblicato nel 1967 commentava: "Noi veniamo dopo. Sappiamo ora che un uomo può leggere Goethe o Rilke la sera, può suonare Bach e Schubert, e andare al suo lavoro giornaliero ad Auschwitz al mattino".

Autore di una vasta bibliografica saggistica, di poesie, racconti e di un romanzo, con traduzioni in una decina di lingue, è stato docente in numerose università - tra esse, Princeton, Stanford, Chicago, Oxford e Ginevra - ed era professore emerito al Churchill College dell'Università di Cambridge.