E' morto il neofascista Stefano Delle Chiaie

Stefano Delle Chiaie è morto all'ospedale M.G. Vannini di Roma. E' stato un esponente della destra radicale e della destra spiritualista in seno al Movimento Sociale Italiano, poi fondatore nel 1962 di Avanguardia Nazionale.

Conosciuto negli ambienti neofascisti romani come 'Er caccola', è stato uno dei 'fantasmi neri' degli anni bui della strategia della tensione. Il suo nome è legato alle principali stragi che insanguinarono l'Italia negli anni '70: nel 1982 fu spiccato nei suoi confronti un mandato di cattura per la strage di piazza Fontana del 1969, ma i processi di primo e di secondo grado lo hanno scagionato.

Anche le indagini compiute su di lui nell'ambito della strage alla stazione di Bologna del 1980, pur appurando rapporti con la P2 e la Massoneria, non accertarono alcuna responsabilità a suo carico. 

Nato a Caserta nel 1936, Stefano Delle Chiaie ha vissuto da latitante in Sud America per anni, pur di sfuggire alla giustizia italiana che poi lo ha scagionato da ogni accusa.

La sua latitanza è durata fino al 27 marzo del 1997 quando venne catturato dalla Polizia italiana a Caracas. "La repressione non ci piega, ci moltiplica" scriveva lo scorso marzo sul blog della rinata Avanguardia nazionale.

E dietro l'aggressione di alcuni mesi fa al cimitero del Verano a Roma a due giornalisti dell'Espresso c'è il sospetto potesse esserci proprio Avanguardia. Delle Chiaie è stato collaboratore, con il boia di Lione Klaus Barbie, della dittatura boliviana negli anni '80: un gruppo che ha seminato morte e terrore.

Nel 1991, grazie alla concessione del Comune di Roma, ha aperto una 'sede' tv di Avanguardia Nazionale. Alle sue trasmissioni hanno presenziato i massimi esponenti della destra, sia nazionale che europea, suscitando non poche polemiche e controverse teorie.