Jacques Chirac, il "bulldozer" della politica francese

veronique viriglio

L'ex presidente francese Jacques Chirac è morto questa mattina a 86 anni. Lo ha confermato il suo genero, Frederic Salat-Baroux, all'Afp. "Il presidente Jacques Chirac si è spento questa mattina nel cerchio della sua famiglia, pacificamente", ha dichiarato Salat-Baroux, marito di Claude Chirac. 

L'Assemblea nazionale e il Senato francesi hanno osservato un minuto di silenzio per rendere omaggio. "Abbiamo appena appreso della morte di Jacques Chirac, vi chiedo gentilmente di rendere omaggio alla sua memoria osservando un minuto di silenzio", ha detto il presidente dell'Assemblea, Richard Ferrand. I deputati e i membri del governo presenti si sono alzati per rendere omaggio all'ex capo di Stato, prima di sospendere temporaneamente i lavori. 

"L'Europe est un projet. Elle est aussi un processus. Même les plus audacieux des pères fondateurs n'avaient pas imaginé l'euro. Mesurons avec fierté le chemin accompli" - Jacques #Chirac, s'exprimant devant le Parlement européen à Strasbourg le 14/12/1999 pic.twitter.com/bQ7jkDULmS

— Commission européenne (@UEFrance) September 26, 2019

Il carattere e l'impegno sociale e politico

Personalità politica più longeva d'Europa con alle spalle una carriera di 40 anni, Chirac era tra le figure più amate dai francesi ed è ancora ricordato per una serie di provvedimenti storici. Esponente di spicco del centrodestra francese, per quattro decenni Chirac ha ricoperto i massimi incarichi in patria: due volte capo dello Stato - nel 1995 e nel 2002 - due volte primo ministro - nel 1974 e nel 1986 - ministro dell'Interno e sindaco di Parigi.

Nacque il 29 novembre 1932 a Parigi, da genitori originari della Corrèze, territorio rurale al quale è sempre rimasto legato. Dopo brillanti studi parigini, nelle prestigiose scuola Sciences Po e della Pubblica amministrazione Ena, frequentò l'Università di Harvard. Negli anni Cinquanta si iscrisse al Partito comunista, dove s'impegnò a vendere il quotidiano L'Humanite' e firmò l'appello di Stoccolma contro l'armamento nucleare.

Nous saluons la mémoire d'un de nos plus prestigieux alumni, Jacques #Chirac, diplômé de Sciences Po (Section Service Public) en 1954, Président de la République. pic.twitter.com/JR7vgwgvv6

— Sciences Po (@sciencespo) September 26, 2019

Di ritorno in Francia si fidanza e poi si sposa con Bernadette Chodron de Courcel, nonostante il parere contrario dei suoceri a causa delle sue modeste origini sociali. Dal loro matrimonio, nel 1956, sono nate due figlie, Laurence, affetta da anoressia e morta nel 2016, e Claude.

Ferito durante la guerra d'Algeria è stato poi promosso a luogotenente e ha aderito al gollismo soltanto nel 1958. Dopo aver lavorato per qualche anno alla Corte dei Conti, entra in politica come incaricato di missione nel gabinetto dell'allora premier Georges Pompidou. Eletto nel consiglio municipale del paese di origine e poi in Parlamento come deputato della Corre'ze, nel 1967 entra nel governo Pompidou, che lo soprannomina "il bulldozer" per via del suo attivismo politico.

La carriera politica

Durante il fatidico maggio 1968 in qualità di segretario di Stato al lavoro, Chirac ebbe un ruolo cruciale così come i negoziati che hanno portato alla firma degli accordi di Grenelle, archiviando lo sciopero generale. Passa poi al ministero dell'Economia e delle Finanze e nel contempo viene eletto presidente del consiglio generale di Corrèze, incarico ricoperto fino al 1979, mentre la moglie viene eletta consigliere municipale.

Nel 1971 il presidente Pompidou, suo mentore, lo nomina presso l'ufficio del primo ministro, incaricato delle relazioni con il Parlamento. L'anno dopo diventa ministro dell'Agricoltura, consentendogli di costruire un vero rapporto di prossimita' con il mondo rurale che durerà per sempre. Nel 1974 arriva al ministero dell'Interno e pochi mesi dopo, in seguito all'elezione di Valèry Giscard d'Estaing, Chirac è nominato a Matignon.

Alla guida del partito gollista Unione per la Difesa della Repubblica (Udr) è l'artefice di una serie di riforme che non piacciono ai 'puristi' che lo costringono a rassegnare le dimissioni, prima dal partito e poi dalla poltrona di primo ministro.

Eletto deputato, Chirac ha dato vita al suo partito del Raggruppamento per la Repubblica (Rpr) e nel 1977 diventa il primo sindaco di Parigi eletto col suffragio universale. Un incarico prestigioso che sarà il suo trampolino di lancio verso l'Eliseo. In rotta con Giscard d'Estaing, nel 1981 si candida alle presidenziali, vinte dal rivale socialista Francois Mitterrand.

All'opposizione l'Rpr di Chirac si orienta verso il liberalismo economico, aprendo il suo partito a giovani leader promettenti: Alain Juppè, Jacques Toubon e Philippe Sèguin. Grazie alla sua crescente popolarità l'Rpr vince tutte le elezioni e si allea all'Udf, prime fore politiche alle legislative del 1986.

Il presidente Mitterrand nomina Chirac primo ministro, aprendo la V Repubblica all'esperienza della coabitazione. Grande successo della sua politica liberale, segnata da molte privatizzazioni, che fa diminuire l'inflazione e raddoppiare la crescita economica anche se la disoccupazione rimane stabile. Ma tra il presidente socialista e il premier di destra il divario ideologico e la rivalità aumentano.

Nel 1988 i francesi riconfermano Mitterrand alla presidenza, emerge il Fronte nazionale di Jean-Marie Le Pen e Chirac ottiene un nuovo mandato a sindaco di Parigi.Due sconfitte nella corsa all'Eliseo non lo fanno, però, desistere e al terzo tentativo centra l'obiettivo. Nel 1993 il suo Rpr è la prima forza politica francese e due anni dopo Chirac viene eletto all'Eliseo, sconfiggendo il socialista Lionel Jospin.

I provvedimenti che hanno fatto storia

Il neopresidente Chirac vara alcuni provvedimenti che passeranno alla storia: la fine dei test nucleari, l'avvicinamento della Francia alla Nato e un suo contributo diretto alla fine della guerra in Bosnia Erzegovina, con la firma degli accordi di Dayton nel suo ufficio.

Nel 1997 schiaffo politico per Chirac e il suo Rpr, diventati impopolari per una politica di austerità e una tentata riforma delle pensioni nel pubblico che portano i francesi in piazza per uno sciopero di massa considerato il più grande dopo le proteste del maggio '68. Il presidente è costretto a nominare primo ministro il socialista Jospin, vincitore della legislative, inaugurando la seconda coabitazione.

Inoltre l'Rpr viene coinvolto in una serie di casi di malversazioni politico-finanziarie e al suo interno crescono i dissensi, alimentati in particolare da Nicolas Sarkozy e Philippe Sèguin. Sempre piu' contestato nel suo partito, nel 2001 Chirac opera la fusione tra Rpr e Udf, dando vita all'Unione in movimento (Uem), con una campagna incentrata sulla lotta all'insicurezza e la diminuzione delle tasse. 

A sorpresa al ballottaggio delle presidenziali del 2002 Chirac si trova di fronte Le Pen, ma grazie al sostegno del centro-sinistra viene rieletto con l'82,21% dei consensi. Riforma delle 35 ore, dell'assistenza sanitaria e delle pensioni sono alcune delle misure chiave della seconda presidenza Chirac, confrontata all'insurrezione nelle banlieue che lo costringono a decretare lo stato di emergenza nel novembre 2005.

In politica estera sostiene l'intervento militare Usa in Iraq dopo l'11 settembre, ma nel 2003 rifiuta di far partecipare la Francia, guidando il fronte del no. Insuccesso del referendum da lui organizzato sul progetto di Costituzione europea, taglio del mandato presidenziale da 7 a 5 anni, riconoscimento della responsabilità della Francia nei crimini nazisti e fine del servizio militare sono altri lasciti dell'era Chirac.

Il ritiro e i guai giudiziari

Indebolito da un attacco cerebrovascolare, da metà 2005 la sua popolarità comincia a calare sulla scia della contestazione studentesca e dello scandalo 'Clearstream 2' che coinvolge il suo primo ministro, Dominique de Villepin. 

Nel 2007 annuncia il ritiro dalla vita politica, ma gli scandali giudiziari lo raggiungono: nel 2009 è incriminato nel secondo caso degli impieghi fittizi al Comune di Parigi. I suoi legali riferiscono che non è in grado di prendere parte al processo e per la prima volta nella storia della Repubblica, nel dicembre 2011, un ex presidente viene condannato.

Una sentenza che, però, non e' riuscita a offuscare la sua longeva e brillante carriera politica e nemmeno la sua popolarità. Durante l'ultimo decennio si è dedicato alle attività portate avanti dalla fondazione che porta il suo nome, in prima linea nella prevenzione dei conflitti, nell'accesso degli ultimi ai beni essenziali. In base ad un sondaggio Ifop del 2015 Chirac è stato il presidente preferito dei francesi davanti a Mitterrand e Charles De Gaulle. 

Il ricordo 

Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker è "commosso e devastato" per la morte dell'ex presidente francese Jacques Chirac. "Un grande statista" e "un grande amico", come ha detto la sua portavoce per conto del capo della Commissione. "La sua eredità per la Francia e l'Unione europea rimarrà per sempre", ha aggiunto la portavoce Mina Andreeva. "Il presidente Juncker non ha parole per esprimere il suo dolore", ha detto, aggiungendo che una "dichiarazione più lunga" verrà pubblicata in seguito.

"Jacques Chirac si oppose alla follia della guerra in Iraq". Marine Le Pen ricorda cosi' l'ex presidente della Repubblica francese.

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha inviato un telegramma di condoglianze alla vedova Chirac, Bernadette, per la morte del marito, l'ex presidente francese deceduto oggi. Lo ha riferito il servizio stampa del Cremlino. "Il nome di Jacques Chirac è associato a un'intera era nella storia della Francia modera", si legge nella nota del Cremlino.  "Vladimir Putin ha sottolineato che, da presidente della Repubblica, Chirac si è guadagnato il rispetto dei suoi connazionali e una grande reputazione internazionale come statista saggio e lungimirante, impegnato nella difesa costante degli interessi del suo Paese. La Russia ricorderà il suo grande contributo personale allo sviluppo delle relazioni amichevoli tra i nostri Stati e alla cooperazione bilaterale reciprocamente vantaggiosa".

Jacques #Chirac è stato un buon amico dell'Italia e un punto di riferimento importante per l'Europa.
La sua scomparsa consegna alla storia la memoria di un grande statista. pic.twitter.com/yXzB3mgu32

— Antonio Tajani (@Antonio_Tajani) September 26, 2019

Sono profondamente addolorato per la scomparsa di Jacques Chirac. Noi, che in teoria eravamo cosi' diversi, nella pratica invece non siamo mai stati tanto d'accordo come al tempo delle missioni internazionali in Albania e in Libano e quando, insieme, abbiamo lavorato perché i rapporti tra Italia e Francia fossero sempre piu' stretti e proficui". Così Romano Prodi ha ricordato l'ex presidente.