E’ morto Paul Ginsborg, lo storico britannico che studiò l’Italia

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Milano, 11 mag. (askanews) - La sua "Storia d'Italia dal Dopoguerra a oggi" è stata una delle più lette e più studiate, in qualche modo è stata una delle prime grandi indagini accademiche sugli anni dal 1945. Paul Ginsborg, morto oggi a 76 anni, ha guardato all'Italia dalla sua prospettiva di storico britannico, nel solco di una tradizione che già vantava nomi illustri, diventando poi anche nostro concittadino.

Nato a Londra nel 1945, Ginsborg ha pubblicato il suo libro più noto in una prima edizione nel 1989, per poi ampliarla un decennio dopo. Il suo approccio alla storia d'Italia non era solo politico, ma si concentrava anche sui temi sociali, partendo da quello della famiglia. Lucido, seppur schierato, il suo lavoro ha contribuito a dare agli stessi italiani una visione più ampia del proprio tempo, cercando di abbracciarne più ambiti. Nel corso degli Anni Duemila, poi, l'impegno politico si è fatto più diretto e ha portato lo storico a studiare e a contestare il modello berlusconiano, da lui analizzato in un saggio del 2011 come "un sistema di potere". In quel periodo Ginsborg ha preso parte alle proteste del movimento dei "girotondi".

Formatosi a Cambridge, la sua carriera universitaria è proseguita in Italia, a Siena, Torino e Firenze, dove ha insegnato fino al 2015, anno nel quale Ginsborg è andato in pensione. Il capoluogo toscano era anche la sua città

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