E ora l'Ue si aspetta la Brexit il 31 gennaio

Angela Mauro
A EU supporter waves flags while other demonstrators march as parliament sits on a Saturday for the first time since the 1982 Falklands War, to discuss Brexit in London, Britain, October 19, 2019. REUTERS/Henry Nicholls

La vittoria schiacciante di Boris Johnson alle elezioni in Gran Bretagna plana alle 23, ora di Bruxelles, sul tavolo dei leader europei riuniti per il Consiglio di dicembre. Se confermati, questi primi exit poll parlano un linguaggio finalmente chiaro nella saga del divorzio di Londra dall’Ue: la Brexit si concretizzerà il 31 gennaio prossimo, l’ultima scadenza fissata lo scorso ottobre. Almeno questa è la speranza degli europei: mettere una parola fine alla Brexit nel primo mese dell’anno nuovo per poi passare ai negoziati sugli accordi commerciali che regoleranno i rapporti tra Bruxelles e Regno Unito nel futuro.

Il primo a twittare sul tema è l’italiano Sandro Gozi, candidato in Francia alle ultime europee nelle liste macroniane de La Republique en marche, primo dei non eletti: Gozi aspetta la Brexit per prendere possesso del suo seggio all’Europarlamento.

 

Ma Gozi non è al consiglio europeo, dove i primi exit poll da Londra raggiungono i leader mentre sono intenti a discutere di esteri, in particolare di Libia, prima di riprendere in mano il difficile dossier del clima, che li vede divisi. Polonia e Repubblica Ceca in particolare ce la mettono tutta a bloccare l’accordo sul Green deal presentato dalla nuova Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen. Per questo, benchè attesa, la vittoria così schiacciante di Johnson è un po’ una doccia fredda per un’Europa che si ritrova in crisi, lacerata dalle divisioni tra gli Stati membri, sull’immigrazione ieri (e oggi), sulla nuova sfida dei cambiamenti climatici oggi. Sul Green deal si profila una roba a metà: avanti con chi ci sta, la maggioranza. Mentre i...

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