E.Romagna, Bonaccini: qui la sanità pubblica non si tocca

Gci

Bologna, 28 dic. (askanews) - "Compito della politica è sostenere il servizio sanitario con investimenti in edifici e tecnologie all'avanguardia, con l'acquisto di famarci innovativi, con l'assunzione di personale qualificato che assicuri il miglior servizio alle persone. In 5 anni, da presidente dell'Emilia-Romagna, non mi sono mai occupato di nomine di primari o altri, perché non è mia competenza: ho lasciato ai direttori generali la piena autonomia in questo senso, pretendendo in cambio risultati". Lo afferma il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini che sottolinea che "non si troverà mai una mia telefonata in cui raccomando qualcuno, ma se ne potranno trovare molte in cui chiedo conto dello stato di avanzamento dei progetti e degli investimenti, così come ho fatto tanti sopralluoghi nel territorio per verificare di persona".

"Se oggi in Emilia-Romagna le cose funzionano mediamente meglio che altrove è perché la sanità la gestiamo così. E perché, anziché occuparci di appalti e assunzioni (contrariamente a quel che dice la mia avversaria, che parla senza cognizione di causa anche in questo caso) abbiamo rafforzato gli acquisti centralizzati, facendo risparmiare ai cittadini 670 milioni, reinvestiti in ulteriori servizi. Non siamo perfetti, ci mancherebbe, e tante cose dobbiamo ancora fare e migliorare. Però - aggiunge Bonaccini - siamo persone serie e abbiamo un progetto per il futuro di questa regione. E se qualcuno si candida alle elezioni pensando di gestire assunzioni e appalti, o per smantellare la sanità pubblica a favore di quella privata, troverà noi a sbarrargli la strada. Perché l'Emilia-Romagna deve andare avanti, non tornare indietro. E perché, per noi, un ricco e un povero devono avere gli stessi servizi quando si parla di salute, istruzione, assistenza".