Tre pompieri sono morti per una truffa a un'assicurazione

Chiara Caratto

Non voleva uccidere Giovanni Vincenti, il proprietario della cascina di Quargnento distrutta in un'esplosione nella notte tra lunedì e martedì scorso nella quale hanno perso la vita tre vigili del fuoco, ma il suo obiettivo era probabilmente riscuotere il premio della polizza stipulata nell'agosto scorso.

Un'assicurazione per 1 milione e mezzo di euro, "anche per fatto doloso" che avrebbe potuto risolvere i problemi economici dell'uomo il quale - come appurato dagli inquirenti - versava in una situazione "di esposizione fortemente debitoria".

Vincenti, sottoposto a fermo nella notte dopo aver ammesso le proprie responsabilità, si trova ora nel carcere di Alessandria. Confessione piena, la sua, resa prima ai carabinieri e poi al Pm. Per lui l'accusa è di omicidio, disastro doloso e lesioni volontarie, ma si sta valutando, ha spiegato questa mattina il procuratore capo di Alessandria Enrico Cieri, anche la frode ai danni della compagnia di assicurazione "perlomeno nella forma tentata". Indagata a piede libero anche la moglie.

La svolta delle indagini è arrivata ieri pomeriggio dopo una perquisizione disposta dalla Procura nell'abitazione dell'uomo: sul comò, nella camera da letto, gli investigatori hanno ritrovato il foglietto di istruzioni del timer utilizzato per provocare l'esplosione.

Proprio un errato settaggio di uno dei due dispositivi, hanno spiegato gli inquirenti, ha provocato la prima esplosione nella cascina di Quargnento, che ha fatto scattare l'intervento dei vigili del fuoco e dei carabinieri. "Da ciò che abbiamo ricostruito con il contributo dei tecnici del Ris di Parma" ha detto il procuratore Cieri "il timer era stato settato all'una e trenta della notte ma, accidentalmente, era stato anche predisposto un programma ulteriore a mezzanotte. E verosimilmente questo settaggio a mezzanotte ha provocato la prima più modesta esplosione e ha allertato i soccorsi".

La seconda esplosione più devastante ha ucciso tre vigili del fuoco, Matteo Gastaldo, Marco Triches e Antonino Candido, ferito un carabiniere e altri due pompieri. Un tragico epilogo, che Vincenti avrebbe probabilmente potuto evitare con una segnalazione alle forze dell'ordine dopo la prima deflagrazione. "A noi risulta" ha spiegato il procuratore Cieri "che la prima esplosione parziale e accidentale sia stata all'incirca a mezzanotte e qualcosa. All'una uno dei carabinieri chiama Vincenti e gli dice che stanno intervenendo nella sua abitazione, per spegnere l'incendio".

L'uomo però non svela che nella cascina ci sono altre cinque bombole non esplose ed è la strage. Per quattro giorni Giovanni Vincenti ha parlato di invidie nei suoi confronti, di possibili vendette ma ieri sera, proprio il giorno dei funerali dei tre vigili del fuoco, davanti all'evidenza delle prove, è crollato.