"E' tempo di una donna al Quirinale e a Chigi"

Federica Olivo
Valerio Onida, presidente emerito della Corte costituzionale, Marta Cartabia

“Una notizia bella, attesa e significativa”. Valerio Onida accoglie così l’elezione di Marta Cartabia a presidente della Corte costituzionale. È la prima volta che nella storia dell’istituzione una donna ricopre questa carica e per il professore, presidente emerito della Consulta, è un segnale positivo: “Ultimamente la Corte ha fatto passi avanti. Dopo decenni la presenza femminile è più significativa, anche se le donne sono comunque in minoranza. L’elezione di oggi è sintomatica del cambio di passo. Ed è ancora più rilevante il fatto che sia stata votata all’unanimità”. Definisce Marta Cartabia “una costituzionalista di spessore e appartenente a una nuova generazione di studiosi”, e ricorda il suo percorso professionale: “Ha fatto la tesi con me, poi nel corso della sua carriera accademica è sempre stata molto attenta alla realtà giuridica degli altri paesi, non solo europei, ma anche ad esempio degli Stati Uniti. Una caratteristica, questa, un tempo meno diffusa fra i costituzionalisti”.

Professore, la Corte costituzionale è attiva dal 1956. Perché è passato tutto questo tempo prima che fosse eletta una donna a presidente?

In passato la Corte è stata esclusivamente un’istituzione maschile. Basti pensare che la prima donna (Fernanda Contri, ndr), è stata nominata solo nel 1996. Nulla di diverso da quello che succedeva in altre istituzioni, che solo di recente hanno intrapreso una strada verso la parità di genere. Del resto, le donne hanno ottenuto la possibilità di diventare magistrato solo nel 1963. La Corte costituzionale negli ultimi anni ha fatto passi avanti, anche se le donne (attualmente tre, compreso il presidente, ndr) restano una minoranza. Tuttavia, dopo decenni di esclusiva presenza maschile, la componente femminile è presente. L’elezione di oggi è sintomatica di un cambio di passo. Ed è ancora più rilevante il fatto che Marta Cartabia  sia stata votata all’unanimità”.

Lei era giudice...

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