E Zingaretti divenne Zingarelli

webinfo@adnkronos.com

"Non è più possibile cercare di applicare al Regolamento in Aula, in funzione dei numeri, la legge del 'marchese del Grillo', non fatemela dire perché la conoscete tutti e mi scuso per la parola usata dal collega Romeo prima, però sono andato anche a guardarmela, se la riporta lo Zingaretti vuol dire che ci sta". Roberto Calderoli parla in Senato della questione relativa alla composizione della Giunta del Regolamento e scivola su un lapsus intervenendo in difesa del capogruppo della Lega Massimiliano Romeo, che aveva usato la parola "supercazzola" suscitando la reazione della presidente del Senato, Elisabetta Casellati. 

Tutto accade durante l'accesa discussione tra maggioranza e opposizione sulla modifica del calendario e la convocazione della Giunta del Regolamento chieste dal centrodestra. "Quando eravamo in maggioranza con i 5 Stelle, io - ricorda Romeo - e il collega Patuanelli, quando le minoranze presentavano delle mozioni che ci mettevano in evidente difficoltà, pur di rispettare il diritto delle minoranze piuttosto ci inventavamo la 'supercazzola' per discutere la mozione. Questo perché è la logica della maggioranza e della minoranza. Invece voi neanche la 'supercazzola' sapete inventarvi: scappate di fronte a tutto. Questo è il punto vero".  

"Senatore Romeo, non c'è bisogno di usare queste espressioni in Aula. Il nostro vocabolario è ricchissimo", è il richiamo di Casellati, di fronte al quale il capogruppo leghista chiede scusa, "convinto che questo termine fosse stato sdoganato". In sua difesa interviene più tardi Calderoli con tanto di lapsus che lo porta a confondere Zingaretti con Zingarelli.