Eccidi nazifascisti,Mattarella:mai oblìo,lì radici Ue-democrazia

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Roma, 25 ago. (askanews) - "Sarebbe ingannevole pensare che quegli episodi siano avvenuti perché si trattava di un'altra, ben diversa epoca. Che chi se ne è reso colpevole appartenga a un tempo e un luogo lontani, che non sono quelli di oggi". E' il monito che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha lanciato ricordando, a Fivizzano - insieme al presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier -, l'eccidio nazi-fascista che costò la vita a oltre 150 persone.

"La pretesa che, in fondo, quei morti, quelle distruzioni, non siano attuali e che, quindi, non ci riguardino, quasi che fossero altre le comunità colpite, estranee le condizioni, è infondata - ha ribadito -. Quelle vicende non sono un passato doloroso ma archiviato, anzi, da dimenticare!". "Al contrario, quei morti ci impongono di guardare con consapevolezza mai attenuata quei fatti - ha aggiunto Mattarella -. Se accedessimo alla tesi dell'oblio, rischieremmo di dimenticarci anche che in quei drammi affondano le radici e le ragioni del lungo percorso che, attraverso la lotta in Europa contro il nazifascismo, attraverso la Resistenza, con il recupero dei valori democratici e di libertà, ci ha portato alle nostre Costituzioni e nel successivo percorso di integrazione europea, alla nostra comune prospettiva storica. Se tutto questo non venisse sempre ricordato, si realizzerebbe una fuga da noi stessi, dalla nostra storia, con il prevalere dell'incomprensione di ciò che siamo, con il prevalere dell'indifferenza, dell'estraneità verso ciò che autenticamente costituisce Repubblica".

"Si tratta di un rischio grave, che ci ruberebbe quella nostra storia di sofferenza e di riscatto. Offenderebbe il sacrificio dei nostri concittadini ai quali è stata sottratta la vita. Pretenderebbe di annullare il lutto dei familiari e il dolore di un'intera collettività. Questo non può accadere", ha concluso.