Ecco la denuncia di Carola contro Salvini

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di Assunta Cassiano "Da settimane Matteo Salvini conduce una campagna diffamatoria nei confronti della Ong per cui lavoro, Sea Watch Onlus, avendo affermato in molteplici occasioni pubbliche che si tratterebbe di 'un'organizzazione illegale e fuorilegge' che fa 'sbarco di immigrati illegali da una nave illegale', 'nave pirata', 'nave fuorilegge' e che i suoi appartenenti sarebbero 'complici di scafisti e trafficanti!' , 'delinquenti, di questi sequestratori di esseri umani". È uno dei passaggi contenuti nella denuncia-querela presentata a Roma lo scorso luglio dalla comandante della Sea Watch 3, Carola Rackete, contro il ministro dell'Interno Matteo Salvini ora indagato per diffamazione. Gli atti per competenza territoriale sono stati inviati alla Procura di Milano, città dove il leader leghista risiede.  

"Tali affermazioni - prosegue la denuncia di Carola presentata alla procura della Repubblica di Roma - sono di per sé lesive in modo gravissimo anche della mia reputazione e mettono a rischio la mia persona e la mia incolumità, vuoi in quanto dipendente e appartenente alla Sea Watch Onlus, vuoi per il mio ruolo di Comandante della nave definita "pirata", illegale", "fuorilegge", protagonista di traffici delinquenziali", si legge nella denuncia di quattordici pagine presentata a luglio in Procura dove si fa riferimento alle affermazioni che Salvini aveva indirizzato direttamente alla comandante definita “sbrufoncella”, “fuorilegge”, “delinquente”, autrice di un atto “criminale”, responsabile di un tentato omicidio in quanto avrei “provato a ammazzare cinque militari italiani”, “complice dei trafficanti di esseri umani”. 

E ancora: "Le pagine Facebook e Twitter di Matteo Salvini, che hanno pubblicato e condiviso i post menzionati e le riprese video degli interventi su trascritti - insiste la denuncia di Carola - possono contare su numerosissimi utenti. Molti di questi si sono profusi a loro volta in commenti offensivi e implicitamente minacciosi nei miei confronti, che riproducono pedissequamente il suo lessico offensivo: vengo così apostrofata come "ricca comunista tedesca delinquente" e "mercenaria", "la delinquente rimane libera", "la delinquente è stata rilasciata", "fuorilegge"".  

"Come si nota - si legge ancora nella denuncia - gli interventi di Matteo Salvini si svolgono non all’interno della sua funzione, ma facendo di essa un puro strumento propagandistico e, come vedremo, istigatorio di un “discorso dell’odio”, che travolge ogni richiamo alla funzione istituzionale".