Ecco perché non abbiamo mai smesso di giocare a Pokémon

Siete in metro e improvvisamente vedete che il trentenne di fronte a voi sta giocando a Pokémon? Siete in metro, state giocando a Pokémon e improvvisamente vi accorgete di avere trent’anni? Nessun problema, amare Pikachu, Psyduck e tutti gli altri mostriciattoli va benissimo a ogni età e oggi vi spieghiamo perché noi non abbiamo ancora smesso di giocare a Pokémon.

Perché è un ottimo videogioco

Non c’è età che tenga: Pokémon è prima di tutto un videogioco. Di quelli belli, realizzati con cura, che appassionano tanto i bambini ipnotizzati dal carisma dei piccoli protagonisti quanto gli adulti che possono apprezzarne le meccaniche più profonde. La saga principale vanta ormai sei titoli, senza includere remake, versioni alternative e spin-off. I prossimi giochi - Pokémon Sole e Pokémon Luna - usciranno il prossimo 23 novembre per Nintendo 3DS, a 20 anni dai primissimi titoli della serie.

Perché è una storia che vorremmo vivere tutti

La storia raccontata da Pokémon segue sempre lo stesso semplice ma efficace canovaccio: il protagonista è un ragazzo qualunque che lascia la propria casa per girare il mondo e diventare il più forte allenatore di Pokémon. Lungo il suo percorso incontrerà eccentrici personaggi, acquisterà sempre più sicurezza, salverà accidentalmente il mondo e alla fine raggiungerà il tanto agognato obiettivo. E tutto questo senza proferire parola. Un po’ romanzo di formazione, un po’ Pechino Express.

Perché è tutt’altro che un gioco da bambini

Magari in tenera età vi siete divertiti ad acchiapparli tutti e a collezionarne le carte, ma quando si tratta di allenare Pokémon per tornei e giochi competitivi, fidatevi, una laurea in matematica può far comodo.

Perché siamo cresciuti con la serie animata

Diciamolo subito: vista con gli occhi di un adulto, Pokémon non è la miglior serie animata di sempre. Eppure tutti abbiamo sognato due amici come Misty e Brock, non ci siamo ancora ripresi da quella volta che Ash decise di liberare Butterfree o da quando le lacrime di Pikachu salvarono la vita di Ash. La serie è ancora in corso, ma tutta la prima stagione è oggi disponibile su Netflix: siete avvisati!

Perché ci ha regalato una delle più belle sigle di sempre

Piena di spoiler come solo le sigle italiane, con improbabili frasi in inglese e quella irrefrenabile voglia di cantare a squarciagola e piangere senza sosta già alla prima nota: la storica sigla dei Pokémon è una delle più famose della televisione italiana. Talmente iconica da aver vinto l’ancor più iconico programma televisivo Macchemù, non a caso presentato dalla regina dell’iconicità Paola Barale.

Perché i Pokémon non sono solo mostriciattoli carini

Ispirati a veri animali, agli oggetti più strani, ai miti e leggende di mezzo mondo: gli oltre settecento Pokémon sono una vera e propria enciclopedia dello scibile umano. C’è di tutto, perfino un sacchetto della spazzatura.

Però sono anche mostriciattoli molto carini 

Come ad esempio Togepi, il topolino Dedenne, il pokémon con il raffreddore Cubchoo e l’ultimo arrivato ma già amatissimo Rowlett.

Perché non sono Digimon

Quella tra Digimon e Pokémon è una rivalità che si è spostata dai cortili delle scuole elementari alle aule studio delle università con immutato ardore: i due titoli sono chiaramente diversi e complementari (anche perché oggi il principale competitor di Pokémon è Yo-Kai Watch), ma è impossibile essere sopravvissuti agli anni Zero senza prendere una posizione. Se state leggendo queste righe probabilmente avete scelto la sponda giusta.

Perché siamo in pieno revival Duemila

E nei primi anni del Duemila non c’era davvero nessuna rivista, nessun programma, nessun sito internet che non parlasse dei Pokémon. Se oggi Katy Perry può indossare un Tamagotchi al Met Gala, perché noi non dovremmo rispolverare tutti i nostri vecchi peluche di Pikachu?

Perché il futuro è più roseo che mai

Quest’anno si celebra il ventennale dei Pokémon ma la serie non risente certo della stanchezza. Entro l’anno arriveranno i nuovi titoli della serie principale, Pokémon Sole e Pokémon Luna, ma anche progetti completamente nuovi e fuori di testa. Pokémon Go uscirà su iPhone e dispositivi Android, portando per la prima volta i Pokémon nel mondo reale: grazie al supporto della realtà aumentata potremo catturare i mostriciattoli e farli combattere letteralmente a casa nostra. Great Detective Pikachu invece è un’avventura punta e clicca con protagonista un inedito Pikachu amante delle belle donne e dipendente dalla caffeina. È decisamente il miglior momento per essere (o diventare) fan dei Pokémon!

Insomma: se non è invecchiato Ash in venti anni perché mai dovremmo sentirci noi troppo vecchi per giocare a Pokémon?

Maxxeo per Signorponza.com