Ecco quali sono le misure che rischiano di sparire senza un intervento diretto dell’esecutivo

Quali soni bonus che rischiano per il 2023
Quali soni bonus che rischiano per il 2023

Bonus, tutti i sussidi che potrebbero non essere rinnovati dal governo Meloni per il 2023, ecco quali sono le misure che rischiano di sparire senza un intervento diretto dell’esecutivo. Il Consiglio dei ministri di oggi si riunirà anche per il Decreto Aiuti Quater. E le misure prevedono il rinnovo del taglio delle accise sui carburanti, ma ci sono anche molte misure in scadenza il 31 dicembre. Ve ne sono alcune potenzialmente rinnovabili al 2023 con la legge di bilancio ed altre destinate a “morire” con il 2022.

I bonus che potrebbero non essere rinnovati

Sul prezzo della benzina scontato per esempio è probabile il rinnovo, lo ha anticipato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Il bonus trasporti da 60 euro invece sarà rinnovato fino a dicembre quindi scadrà a fine anno. E il Superbonus 110%? Quello resterà ma andrà verso la riduzione proprio nei giorni in cui anche Poste Italiane si è messa in stand by sulle cessione del credito. Il bonus mobili invece non sarà annullato, ma ridotto anch’esso con il limite massimo di spesa per mobili ed elettrodomestici in questione che passa 5mila euro.

Sismabonus, tv, decoder e bebè

Il sismabonus acquisti termina nel 2022, e dal primo gennaio 2023 sarà disponibile la detrazione al 75% e all’85%. Quello per interventi contro le barriere architettoniche scadrà il 31 dicembre 2022, nel 2023 per gli stessi interventi si dovrà guardare al bonus casa (50%) o all’attuale superbonus 110%, per come sarà modificato. Poi c’è il bonus tv e decoder, dovrebbe scadere il 31 dicembre 2022, ma i fondi messi a disposizione di fatto sono già esauriti. Sul bonus casa per under 36 ci sono cambiamenti e su quelli asilo nido e bonus bebè c’è la fine della validità al 31 dicembre 2022.