Economia circolare, Bratti: procedure semplici e regole omogenee

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 23 apr. (askanews) - Per lo sviluppo dell'economia circolare è necessario "lavorare molto sulla seplificazione delle procedure, non delle norme, che in Italia sono particolarmente farraginose; una omogeneità a livello europeo sulle applicazioni; e soprattutto target e lavoro con gli enti tecnici e scientifici facendo in modo che poi gli indicatori di circolarità premino davvero le imprese più innovative e le scelte più coraggiose di cui oggi abbiamo tanto bisogno". Così Alessandro Bratti, direttore generale ISPRA, partecipando al webinar sul "Piano Europeo per un'Economia Circolare Obiettivo 2050", promosso da Askanews e dal Parlamento europeo in Italia.

"In questi anni - ha ricordato - c'è stato un fiorire di indirizzi normativi da parte dell'Ue giustamente verso l'indirizzo dell'economia circolare e dell'ottimizzazione dell'uso della materia e anche ne capire quanti posti di lavoro possono scaturire da questo. L'Italia ha una capacità e una tradizione culturale all'avanguardia rispetto agli altri Paesi europei. Partiamo da una base interessante. Abbiamo però la necessità di migliorare alcune situazioni, legate alle procedure, non alle normative che sono uguali a tutti i paesi europei. Il problema fondamentale è quello impiantistico, sulla nuova impiantistica che sarà necessaria: bisogna accorciare i tempi di realizzazione e soprattutto costruire questi impianti. Siamo uno stallo che non ci aiuterà a sviluppare e mantenere la leadership a livello europeo, sulla filiera molto importante della bioeconomica sulla quale l'Italia sta esprimento eccellenze industriali".

Per il dg di Ispra "coniugare l'utilizzo corretto del suolo con la possibilità di avere produzioni o scarti di materiale che possono essere utilizzati per costruire filiere industriali, in particolare sulla bioplastica, è assolutamente una strada da perseguire. Inoltre c'è il tema di "come la normativa viene applicata nei diversi stati membri Ue, dall'end of waste, le regole devono essere omogenee in tutto il quadro europeo: c'è la necessità di definire meglio a livello Ue applicazioni omogenee ovunque".

"Infine, oggi parliamo tutti di transizione ecologica, cambiamento climatico e economia circolare, ma vanno definiti parametri e indicatori su cui misurare questa circolarità, altrimenti il rischio è creare mostruosità e luoghi comuni che con il cambio di paradigma nulla hanno a che vedere. Per fare questo, è determinante un confronto tra enti tecnici, regolatori, sistema delle imprese e legislatore", ha concluso Bratti.