Ecosia, come funziona il motore di ricerca che vuole salvare il pianeta

Ecosia come funziona

Per salvare l’ambiente non bastano preghiere e post sui social, servono atti concreti con cui ognuno di noi possa contribuire alla causa. È questo il principio ispiratore di Ecosia, il motore di ricerca che ha un obiettivo ambizioso: piantare alberi grazie ai finanziamenti ricavati dalla pubblicità. Nei giorni in cui il web piange per gli incendi che devastano l’Amazzonia, sono numerosi gli utenti (compresi vip e influencer) che hanno scelto Ecosia per navigare in rete: ecco come funziona.

Ecosia, come funziona

Il fondatore di questo ambizioso motore di ricerca si chiama Christian Kroll e ha solo 33 anni. Il suo obiettivo è “essere la coscienza della rete. A lungo ho pensato: ‘È da pazzi’. Ora dico: ‘Possiamo farcela’”. A oggi può vantare di aver contribuito a piantare oltre 60 milioni di alberi, ora Kroll intende “raggiungere il miliardo entro il 2020”. Ma come funziona Ecosia?

Secondo quanto dichiarato dal suo inventore, il motore di ricerca destina al finanziamento della piantumazione di nuovi alberi l’80% del ricavato dai contenuti sponsorizzati sulle sue pagine. Non serve necessariamente cliccare su tali contenuti per fare la differenza, spiega Kroll: “Anche se non li aprite o se usate un ad blocker, contribuite comunque al movimento, aumentando il numero di utenti e la nostra rilevanza per gli sponsor”. Ecosia, inoltre, ha il vantaggio di non salvare la cronologia di ricerca e di non vedere i dati degli utenti ad altre aziende.

A chi avanza dubbi sull’efficacia del metodo e sulla veridicità di quanto dichiarato sui finanziamenti, Kroll risponde pubblicando mensilmente sul suo sito i report finanziari. Ecosia ha inoltre ottenuto la certificazione di B-Corporation, che testimonia il rispetto, da parte dell’azienda, delle norme di sostenibilità sociale e ambientale.

La storia di Ecosia

Tutto ha avuto inizio nel 2009, quando Kroll ha terminato gli studi universitari e, dopo un viaggio nel sud-est asiatico, ha deciso di contribuire alla causa ambientale dando vita a un motore di ricerca amico dell’ambiente. “Ho letto decine di libri sui problemi del nostro tempo, tra cui la deforestazione, responsabile del 20% delle emissioni”, spiega il giovane. “Non ne sapevo niente, è qualcosa di cui dovremmo vergognarci”.

Muovere i primi passi nel mondo del web è stato tutt’altro che semplice, ammette. Creare un search engine green sembrava un progetto utopico, rifiutato persino da giganti come Google. Così, Kroll ha deciso di mettersi in proprio e di dare vita a Ecosia. “All’epoca ci lavoravo solo io, non riuscivo quasi a pagarmi uno stipendio”. Da allora il suo progetto ne ha fatta di strada, arrivando a finanziare piantagioni in tutto il mondo, dal Perù al Burkina Faso. Oggi Ecosia è utilizzato da circa 660 mila persone, per un totale di 32 milioni di ricerche a settimane.