Ecoturismo e tutela della biodiversità: la Provenza che non ti aspetti

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Boats. Calanque de Port Miou. Cassis. Provence. France. (Photo by: Caterina Bruzzone/REDA&CO/Universal Images Group via Getty Images) (Photo: REDA&CO REDA&CO/Universal Images Group v)
Boats. Calanque de Port Miou. Cassis. Provence. France. (Photo by: Caterina Bruzzone/REDA&CO/Universal Images Group via Getty Images) (Photo: REDA&CO REDA&CO/Universal Images Group v)

(Di Andrea Bertaglio)

Cielo terso, caldo estivo, vino rosé e distese profumate di lavanda. Sì, stiamo parlando di Provenza. Ma attenzione, perché questa regione è molto più di questa visione patinata. Intrisa di arte e natura, storia ed archeologia, la Paca (Provenza-Alpi-Costa Azzurra) è una di quelle regioni con la fortuna di avere tutto: dalle montagne alle spiagge, passando per parchi naturali, siti archeologici e attrazioni culturali.

Fra tutte le zone provenzali di interesse artistico e naturalistico, la più simbolica è probabilmente la Sainte-Victoire, il cui massiccio calcareo di sette chilometri è stato reso celebre nel mondo da decine di dipinti di Paul Cézanne, originario di Aix-en-Provence. Sulle sue orme non si trovano solo migliaia di turisti che ogni anno visitano le riserve naturali di quei luoghi, ma anche Pablo Picasso. Il pittore spagnolo, considerando Cézanne suo mentore, si trasferì e passò lungo tempo in quella zona. Ed oggi nel giardino di quella che è stata la sua ultima residenza, a Vauvenargues nel castello omonimo, si trova addirittura la sua tomba.

Ciò che colpisce maggiormente il turista che arriva in quelle zone è da una parte l’attaccamento delle persone del luogo alla natura e alla sua tutela, dall’altra l’aspetto naturalistico di questo monte e delle zone circostanti. Le passeggiate a piedi o in bici, soprattutto nelle zone protette, sono una delizia per amanti dell’ambiente e naturalisti. Le varietà di piante, fiori, arbusti, uccelli, insetti sono numerosissime, così come le aree di interesse geologico.

Per quanto riguarda l’aspetto sociale, l’intera comunità di quella zona sembra aver fatto un patto, mettendo ambiente e biodiversità prima delle tipiche, voraci dinamiche delle aree a forte vocazione turistica. Certo, gli incendi che a fine anni ’80 hanno...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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