Ecuador, Arauz in testa alle presidenziali: servirà il ballottaggio

Red
·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Roma, 8 feb. (askanews) - Bisognerà attendere il ballottaggio dell'11 aprile prossimo per conoscere il nuovo presidente dell'Ecuador. L'economista socialista Andrés Arauz, 36enne candidato di Unione per la Speranza e delfino dell'ex presidente Rafael Correa, è risultato in testa al primo turno delle elezioni svioltesi ieri, ma non è riuscito ad ottenere la maggioranza necessaria per l'elezione diretta, come pronosticato da alcuni analisti alla vigilia sulla base del crescente malcontento per le misure di austerity imposte nel Paese.

Arauz ha ottenuto il 31,5% dei consensi e dovrà attendere la certificazione dei risultati per capire chi sarà il suo avversario. Tra Yaku Perez, 51enne rappresentante del Partito Pachakutik, e Guillermo Lasso, 61enne candidato del movimento di destra Creo (Creare opportunità), si è registrato infatti un pareggio tecnico. I due esponenti politici sono separati da una mnaciata di voti: Perez è accreditato del 20,4%, mentre a Lasso è andato il 19,9% delle preferenze, quando mancano ormai pochi seggi da scrutinare.

"Non c'è dubbio, siamo al primo posto", ha esultato Arauz, nella notte italiana, smorzando l'entusiasmo iniziale che lo aveva portato a rivendicare la vittoria già molto dopo la chiusura delle urne.

Alle sue spalle, la contesa elettorale si è fatta sempre più serrata con l'avanzare dello scrutinio. "Quello che sta succedendo è che c'è un pareggio tecnico", ha confermato il vicepresidente del Consiglio nazionale elettorale, Enrique Pita, dopo un conteggio rapido dei voti compiuto sulla base di circa 2.500 schede. Lasso, che al momento sarebbe escluso di poco dal secondo turno elettorale, nella notte ha nuovamente detto di essere fiducioso nella sua "vittoria". Da parte sua, Perez nella notte ha chiesto ai suoi sostenitori di vegliare davanyti alla sede del Cne perché "la decisione degli ecuadoriani sia rispettata".