Ecuador, battaglia in strada a Quito fra manifestanti e agenti

Ecuador, battaglia in strada a Quito fra manifestanti e agenti

Milano, 10 ott. (askanews) – Queste immagini mostrano la battaglia andata in scena per ore nel centro di Quito, in Ecuador, fra la polizia e i manifestanti, che hanno riempito le strade contro la decisione del governo di togliere i sussidi sul carburante. La decisione è stata presa dal presidente Moreno perché condizione necessaria per ottenere un prestito di oltre 4 miliardi di dollari dal Fondo monetario internazionale.

“Il governo sta distruggendo il Paese” dice questo manifestante. Con lui migliaia di persone, studenti, contadini, operai, guidati da associazioni e gruppi indigeni.

Le proteste sono sfociate più volte in scontri con la polizia che ha reagito disperdendo la folla con gli idranti e arrestando centinaia di persone. Le strade del centro storico di Quito, patrimonio dell’Unesco, si sono riempite del fumo dei gas lacrimogeni.

Il presidente Moreno ha detto che la questione sarà risolta presto e ci sono trattative in corso, ma i leader della protesta hanno fatto sapere di essere pronti a riscendere in strada.

  • E' morto il padre di Serena Mollicone
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    E' morto il padre di Serena Mollicone

    di Giorgia Sodaro  Guglielmo Mollicone, il padre di Serena, la giovane di Arce uccisa nel 2001, è morto nel pomeriggio a Veroli, in provincia di Frosinone. Guglielmo, colpito da un infarto il 26 novembre scorso, da allora era ricoverato in una struttura di lunga degenza. "Finisce la vita di Guglielmo ma non la sua istanza di giustizia" le parole dell’avvocato Dario De Santis, legale del papà di Serena. L’avvocato gli è sempre stato vicino e ha portato avanti la sua battaglia per la verità. Per il delitto di Serena Mollicone è stato chiesto il rinvio a giudizio per 5 persone: il maresciallo dei carabinieri Franco Mottola, la moglie Anna Maria, il figlio Marco e il maresciallo Vincenzo Quatrale, che sono accusati di concorso nell'omicidio. Quatrale, inoltre, è accusato di istigazione al suicidio del brigadiere Santino Tuzi. Infine l'appuntato Francesco Suprano è accusato di favoreggiamento. L’udienza preliminare si è aperta il 13 novembre 2019 ed è subito stata rinviata al 15 gennaio di quest’anno. La decisione sui rinvii a giudizio non è però ancora arrivata.

  • Zangrillo: "Locatelli sconcertato? Riporto la  realtà dei fatti"
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    Zangrillo: "Locatelli sconcertato? Riporto la realtà dei fatti"

    "Sono molto dispiaciuto che Locatelli sia sconcertato. In medicina non esistono punti di vista e chi dice che il mio è un punto di vista sbaglia prospettiva. Io riporto la realtà dei fatti". Lo dice all'Adnkronos il prof. Alberto Zangrillo, direttore della terapia intensiva dell’ospedale San Raffaele di Milano, dopo le polemiche suscitate dalle sue dichiarazioni a 'Mezz'ora in più' (Video).  Quanto alle parole della sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, che ha paventato che gli italiani vengano fuorviati da certe affermazioni sulla persistenza o meno del virus, Zangrillo replica: "Rassicuro la sottosegretaria Zampa: non ho detto che da domani ci possono essere gli assembramenti. Ho detto che sarà opportuno essere cauti per un certo periodo. D'altronde, il viceministro Sileri, che parla la mia stessa lingua, sa che parlo a ragion veduta". Infine, rileva, se l'infettivologo Matteo Bassetti, dell'ospedale San Martino di Genova, "la pensa come me una ragione ci sarà...", conclude Zangrillo.

  • Professor Galli: "Il virus ha cambiato la cultura, i comportamenti e il modo di pensare della gente"
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    Professor Galli: "Il virus ha cambiato la cultura, i comportamenti e il modo di pensare della gente"

    Intervenuto a Domenica In l'infettivologo Massimo Galli ha fatto il punto della situazione in merito al Covid-19.

  • Il cantante pugliese ha dichiarato di attraversare un periodo abbastanza difficile a causa del covid
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    Il cantante pugliese ha dichiarato di attraversare un periodo abbastanza difficile a causa del covid

    Il cantante Al Bano ha raccontato di attraversare un periodo di difficoltà per il coronavirus e per le mancate entrate dai concerti.

  • Un ragazzo colpito da coronavirus è guarito con una delicata operazione ai polmoni
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    Un ragazzo colpito da coronavirus è guarito con una delicata operazione ai polmoni

    Un ragazzo di 18 anni è riuscito a guarire dal coronavirus grazie alla terapia intensiva costruita con i fondi raccolti dal rapper Fedez.

  • E' morto Franco Mosca, chirurgo di fama internazionale
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    E' morto Franco Mosca, chirurgo di fama internazionale

    Il professore Franco Mosca, chirurgo di fama internazionale, che ha promosso l'utilizzo della robotica nelle sale operatorie e luminare dei trapianti di organi, è morto oggi, dopo pochi mesi di malattia all'età di 78 anni a Pisa. Lascia la moglie Giusy e le figlie Marta, Elena e Irene. L'annuncio della scomparsa è stato dato dall'Università di Pisa, di cui era docente emerito di chirurgia generale, e dall'Azienda ospedaliero-universitaria pisana (Aoup). Nel 2018 era entrato nell'olimpo mondiale della chirurgia, con il conferimento dell'onorificenza massima per un chirurgo, venendo nominato "Honorary Fellow" dall’American College of Surgeons, la più grande e prestigiosa società scientifica di chirurghi al mondo. Mosca era nato a Biella nel 1942 e aveva portato a Pisa i trapianti d'organo, fornendo le competenze e la spinta necessaria per l'apertura dei centri trapianti di fegato e di pancreas e per lo sviluppo di quello di rene, per quest'ultimo proseguendo l’attività che aveva già iniziato insieme al suo maestro, il professor Mario Selli. Aveva quindi guidato i rispettivi centri trapianti, dove oggi vengono a curarsi pazienti da tutt'Italia, raggiungendo numerosi primati e portandoli ai vertici nazionali e internazionali per volumi di attività, risultati e reputazione scientifica.  Prima di essere collocato a riposo nel 2012, presso l'Aoup Mosca è stato direttore delle Unità operative di Chirurgia Generale e Sperimentale, Chirurgia Generale e Trapianti, Chirurgia Generale 1 Universitaria, del centro EndoCas e del Dipartimento di Chirurgia Generale. Dal punto di vista accademico, invece, è stato nominato professore ordinario di chirurgia generale all’Università di Pisa nel 1986 e, nel corso della sua carriera, è stato vicepreside della Facoltà di Medicina e Chirurgia, direttore del Dipartimento di Oncologia dei Trapianti e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia, oltre che di diverse Scuole di Specializzazione e di Dottorato. "Uomo dal carattere vulcanico", sottolinea l'Università in una nota, Mosca "era famoso per la sua caparbietà ed instancabilità nel perseguire gli obiettivi. Sempre un passo avanti agli altri, alla sua lungimiranza, determinazione ed energia, l’ospedale e l’Università di Pisa devono anche la presenza oggi di altri poli di attrazione chirurgica di altissimo livello, quali i reparti di Chirurgia Generale con indirizzo oncologico maggiore e di Chirurgia Vascolare, il Centro Senologico, il Centro di ricerca e formazione EndoCas". Uomo carismatico, dal carattere forte, definito da alcuni come 'titanico', ma al tempo stesso persona attenta agli altri e capace di occuparsi anche dei meno fortunati. Da ricordare, a questo proposito, l’impegno instancabile con la sua Fondazione Arpa, per contribuire con fondi privati a sostenere la ricerca, la formazione in ambito medico e aiutare i più bisognosi, con numerosi interventi in Paesi in via di sviluppo in tutto il mondo. Non si contano, infatti, gli operatori sanitari formati in decine di Paesi in via di sviluppo, grazie al sostegno della Fondazione Arpa; con ciascuno di loro, l’impegno preso era che rimanesse poi lì, per aiutare la propria gente.  Straordinario il suo impegno per i giovani studenti universitari, anche attraverso l’Associazione ex Allievi della Scuola Superiore Sant’Anna - di cui è stato coordinatore, presidente e poi presidente onorario – e l’Associazione Laureati Ateneo Pisano, di cui è stato a lungo consigliere. "Un vero 'luminare', è stato indiscutibilmente punto di riferimento per molte generazioni di studenti, infermieri, specializzandi, chirurghi, accademici, pazienti, ma anche di politici, imprenditori, personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo", evidenzia l'Università nel suo ricordo.  Dopo il pensionamento, da persona instancabile quale era, Mosca ha continuato a mettere a disposizione la sua saggezza ed esperienza per la comunità, per Università e per l’ospedale pisano, oltre che per chiunque lo abbia individualmente cercato. Così, nel 2017 e nel 2018, aveva anche voluto impegnare molte delle sue energie nell’organizzazione dei due Festival Internazionali della Robotica, grazie ai quali tutto il mondo ha acceso i riflettori sulla città di Pisa. Per la sua straordinaria attività, il prof. Mosca è stato insignito di prestigiosi riconoscimenti: medaglia d’oro al merito della Sanità Pubblica, Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana, Ordine del Cherubino e Campano d’Oro dall’Università di Pisa, Membro onorario della Croce Rossa Italiana.  La sua scomparsa lascia un enorme vuoto nella comunità medica e scientifica e tra i tanti colleghi, allievi ed amici che lo hanno avuto fino all’ultimo come punto di riferimento. "Ci ha lasciato un uomo di rara integrità e levatura eccezionale, che ha dedicato tutta la sua vita agli altri, ai suoi pazienti, ai suoi allievi, ai suoi studenti, alle persone deboli – ha detto il rettore dell’Università di Pisa, Paolo Maria Mancarella - Lo ha fatto veramente fino all'ultimo, se penso che solo poche settimane fa eravamo insieme, sebbene a distanza, all’inaugurazione del progetto RainboWifi, fortemente voluto da Franco e dalla sua Fondazione Arpa per dare un po' di sollievo ai pazienti Covid-19. La scuola chirurgica pisana e mondiale gli devono molto, per i suoi contributi fondamentali e per le sue idee spesso visionarie. Così come il nostro Ateneo, al quale non ha mai smesso di dare il suo apporto di idee e iniziative. Ricorderò sempre i nostri incontri in rettorato. Arrivava con la sua consueta flemma, sorridente, estraeva dalla tasca un fogliettino stropicciato, dove si era appuntato le ‘poche cose che ti devo dire’: quei fogliettini erano pozzi senza fondo, pieni di idee e progetti per la sua Università, che oggi più che mai si stringe commossa intorno alla moglie Giusy, alle figlie Marta, Elena e Irene e agli amati nipoti". Cordoglio è stato espresso anche dal sindaco di Pisa Michele Conti. "La scomparsa del Professor Mosca è una grave perdita per la città di Pisa, per il mondo accademico e della medicina - ha dichiarato Conti - A Pisa aveva ottenuto brillanti successi nel corso della sua lunga carriera, sia come medico che come docente dell’Ateneo pisano di cui era Professore emerito. Da chirurgo di chiara fama ha promosso l’utilizzo della robotica nelle sale operatorie. Con la sua Fondazione Arpa era molto attivo nella società civile, tessendo relazioni con sapienza e spendendosi per cause benefiche e di solidarietà. Il Professor Franco Mosca era un’eccellenza che ha promosso talenti e competenze. Nell’esprimere il cordoglio dell’intera città, invio le più sentite condoglianze alla famiglia".

  • Riapertura 3 giugno, ecco le restrizioni ancora in vigore
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    Riapertura 3 giugno, ecco le restrizioni ancora in vigore

    Cosa non si potrà ancora fare dopo il via libera alla circolazione tra le Regioni.

  • Un auto della polizia sui passanti, nella città americana scoppia il panico
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    Un auto della polizia sui passanti, nella città americana scoppia il panico

    Un suv della polizia investe la folla manifestante nello stato di New York. La polizia americana ha aperto un’inchiesta.

  • Savona, camionista ucciso in una rissa: 3 fermati
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    Savona, camionista ucciso in una rissa: 3 fermati

    Sono tre le persone fermate per l'omicidio di un camionista polacco di 45 anni, ucciso la scorsa notte nel posteggio dell'autoparco accanto al casello autostradale di Savona. Si tratta di altri 3 camionisti, 2 bielorussi e un polacco, con i quali la vittima aveva passato la serata durante la sosta per il fine settimana. I quattro avevano cenato insieme e bevuto molto. Al termine della cena è nata una discussione, degenerata in un'aggressione. Il 45enne è stato ferito con un coltello da cucina ad una gamba. I tre aggressori, ubriachi, hanno trascinato il ferito in un'area appartata, e lì gli avrebbero bagnato il viso con dell'acqua forse nel tentativo di farlo riprendere. L'uomo è riuscito poi a raggiungere da solo la cabina a bordo del suo mezzo, dove ha tentato di tamponarsi l'emorragia con del nastro adesivo. Poco dopo un altro camionista presente nella piazzola ha dato l'allarme ma, all'arrivo del 118, la vittima aveva perso i sensi.  Inutili i tentativi di rianimarlo, l'uomo è morto poco dopo per le ferite riportate, la principale all'arteria tibiale che ha causato una grossa perdita di sangue. Sul posto anche la polizia con gli uomini della squadra mobile di Savona che hanno ricostruito l'accaduto, raccolto le testimonianze e individuato i 3 aggressori che sono stati fermati per omicidio preterintenzionale aggravato.

  • Zangrillo: "Il virus dal punto di vista clinico non esiste più"
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    Zangrillo: "Il virus dal punto di vista clinico non esiste più"

    "Oggi è il 31 maggio e circa un mese fa sentivamo epidemiologi temere per la fine del mese e inizio giugno una nuova ondata e chissà quanti posti di terapia intensiva da occupare. In realtà il virus dal punto di vista clinico non esiste più. Questo lo dice l'università Vita e Salute San Raffaele, lo dice uno studio fatto dal virologo direttore dell'Istituto di virologia, il professore Clementi, lo dice il professor Silvestri della Emory University di Atlanta". Così Alberto Zangrillo, direttore della terapia intensiva dell’ospedale San Raffaele di Milano, a 'Mezz’ora in più' su Rai 3 (Video). "Lo dico consapevole del dramma che hanno vissuto i pazienti che non ce l'hanno fatta - ha aggiunto Zangrillo - non si può continuare a portare l'attenzione in modo ridicolo come sta facendo la Grecia sulla base di un terreno di ridicolaggine, che è quello che abbiamo impostato a livello di comitato scientifico nazionale e non solo, dando la parola non ai clinici e non ai virologi veri. Il virus dal punto di vista clinico non esiste più. Ci metto la firma". "I tamponi eseguiti attualmente negli ultimi 10 giorni hanno una carica virale, dal punto di vista quantitativo, assolutamente infinitesimale rispetto a quelli eseguiti uno o due mesi fa" ha sottolineato. "Sono tre mesi che tutti ci sciorinano una serie di numeri che hanno evidenza zero. Siamo passati da Borrelli a Brusaferro e tutti questi cos’è che hanno portato? A bloccare l'Italia, mentre noi lavoravamo - ha scandito - Adesso noi che abbiamo visto il dramma chiediamo di poter ripartire velocemente, perché vogliamo curare le persone che altrimenti non riusciamo a curare. Non ce ne frega del campionato o delle vacanze ma dobbiamo tornare a un Paese normale. Ci sono tutte le evidenze affinché, da oggi, questo Paese possa tornare ad avere una vita normale".  "C'è un solo numero che vale ed è l'evidenza - ha rimarcato Zangrillo - Noi, in questo Paese, in queste tv, abbiamo sentito un mese fa un professore di Boston, Vespignani, condizionare le scelte del governo dicendo che andavano costruiti 151mila posti di terapia intensiva. Domani uscirà un editoriale a firma mia e del professor Gattinoni, in cui diciamo perché questo non va bene". "Terrorizzare il Paese - ha concluso Zangrillo - è qualcosa di cui qualcuno si deve assumere le responsabilità. I nostri pronto soccorsi e reparti di terapia intensiva sono vuoti. La Mers e la Sars, le due precedenti epidemie condizionate dal coronavirus, sono scomparse per sempre, praticamente. Quindi è auspicabile che capiti anche ora. Non vedo perché, avendo due scelte, dobbiamo utilizzare quella che ci fa più male".

  • La Satta pronta ad avere una seconda gravidanza?
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    La Satta pronta ad avere una seconda gravidanza?

    Melissa Satta pronta a diventare mamma bis? Le sue parole accendono le speranze dei fan.

  • Il corteggiatore della Galgani avrebbe una relazione fuori la trasmissione con un’altra ragazza
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    Il corteggiatore della Galgani avrebbe una relazione fuori la trasmissione con un’altra ragazza

    Il corteggiatore Sirius di Gemma Galgani sembra essere già fidanzato con una ragazza fuori dalla trasmissione di Maria De Filippi.

  • Omicidio Floyd, autopsia esclude morte per asfissia
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    Omicidio Floyd, autopsia esclude morte per asfissia

    George Floyd non è morto né per asfissia né per strangolamento. E' quanto emerso dai risultati preliminari dell'autopsia condotta sul corpo dell'uomo. Secondo quanto si legge nel referto, "gli effetti combinati dell'essere bloccato dalla polizia, le sue preesistenti condizioni di salute (ipertensione arteriosa e problemi coronarici) e potenziali sostanze tossiche hanno contribuito alla sua morte".  Nel corso dell'arresto, lunedì sera, un agente gli aveva tenuto un ginocchio sul collo per nove minuti, durante i quali l'uomo aveva più volte ripetuto di "non riuscire a respirare", prima di morire. La famiglia di George Floyd contesta l'esito dell'autopsia condotta sull'uomo e chiede che venga condotto un secondo esame, indipendente. La famiglia dell'afroamericano morto lunedì sera si è rivolta al medico legale Michael Baden perché conduca una seconda autopsia. "La famiglia non si fida di nulla che arriva dal dipartimento di polizia di Minneapolis - ha detto il legale Ben Crump - La verità l'abbiamo già vista". "Non respiro": polizia lo blocca, afroamericano muore

  • Pappalardo: "Io denunciato? Li denuncio io"
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    Pappalardo: "Io denunciato? Li denuncio io"

    "Io denunciato? Ma da chi? Da quelli che non sono neanche costituzionali? E dov'è il reato? La situazione è all'inverso, è il governo che è responsabile di reati gravissimi, altro che mascherine...". A parlare all'Adnkronos è l'ex generale dei Carabinieri Antonio Pappalardo, leader della protesta dei cosiddetti Gilet Arancioni e promotore del presidio che si è tenuto oggi in piazza Duomo a Milano per il quale si profila, secondo fonti della questura, una denuncia per violazione delle disposizioni che riguardano il Dpcm nelle parte relativa al divieto di assembramento e all'obbligo di indossare protezioni individuali per contenere il contagio del virus Covid 19. Pappalardo ce l'ha con tutti, da Conte in giù. "Sono stato a Bergamo e in Lombardia e quello che ho riscontrato è veramente vergognoso. La gente che mi ha supplicato 'Generale, ci liberi, ci stanno facendo vivere con i ceppi, non si può vivere più in queste condizioni. Denunciano me? Sono io che denuncio loro..'. In una nota poi diramata il leader dei cosidetti gilet arancioni spiega di voler denunciare anche Sala e Fontana chiedendo ai tre esponenti politici "di dimettersi dalle loro cariche entro il 2 giugno, giorno in cui il popolo si riunirà in Roma per ripristinare libertà e democrazia nel nostro Paese". Sempre nella nota Pappalardo fa presente come nella manifestazione di oggi, i cittadini hanno decretato "all’unanimità" la fine del governo "per palese violazione delle norme costituzionali" e la necessità di "approvare una nuova legge elettorale e per stampare la moneta nazionale".

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    Il primario del San Raffele di Milano é convinto che il Covid-19 sia stato sconfitto

    Secondo il primario del San Raffaele il coronavirus non esiste più in quanto sconfitto da un punto di vista clinico. Si auspica la normalità.

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    Christo Vladimirov Javacheff morto per cause naturali a New York City

    Christo Vladimirov Javacheff è morto per cause naturali nella propria abitazione di New York City

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    Matteo Bassetti: "Il 30-35% della popolazione ha avuto l'infezione nei mesi scorsi"

    Secondo l'infettivologo Bassetti milioni di cittadini del nord Italia si sarebbero infettati o quantomeno venuti a contatto con il Covid-19

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    Nuove grane per i Derek Chauvin, lo abbandonata anche la famiglia

    La moglie del poliziotto accusato della morte di Geroge Floyd vuole il divorzio e chiede protezione dalla reazione del marito.

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    Paradosso Svezia: ora gli altri Paesi scandinavi la isolano

    Norvegia e Danimarca dal 15 giugno riapriranno le frontiere e permetteranno il transito di stato in stato escludendo Stoccolma.

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    Crisanti avverte: "La riapertura tra Regioni è prematura"

    Il problema secondo il virologo: "In Lombardia i tamponi potrebbero essere datati".

  • Statale 24, incidente tra moto e scooter: deceduti due centauri
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    Statale 24, incidente tra moto e scooter: deceduti due centauri

    Due motociclisti, di 41 e 38 anni, sono deceduti in seguito ad uno scontro frontale tra moto in Val di Susa.

  • Momoa pazzo di Denise de I Robinson da quando era un ragazzino
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    Momoa pazzo di Denise de I Robinson da quando era un ragazzino

    Jason Momoa ha confessato di essersi innamorato della moglie Lisa Bonet quando aveva solo 8 anni e lei recitava già ne I Robinson.

  • E' morto Christo, maestro della Land Art con gli 'impaccaggi'
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    E' morto Christo, maestro della Land Art con gli 'impaccaggi'

    (di Paolo Martini) L'artista bulgaro naturalizzato statunitense Christo Javachev, considerato uno dei più significativi esponenti della Land Art ed è noto in particolare per i suoi progetti ed esecuzioni di "impaccaggi" di celebri edifici pubblici e di scenari naturali, è morto oggi, per cause naturali, nella sua casa a New York. Aveva 84 anni e per 56 ha vissuto nella metropoli americana. L'annuncio della scomparsa è stato dato dallo staff dell'artista sul sito ufficiale e sulla pagina Facebook Christo and Jeanne-Claude Official. "Christo ha vissuto al massimo la sua vita, non solo sognando ciò che sembrava impossibile ma realizzandolo - ha scritto il suo staff in una dicharazione - Il lavoro di Christo e della moglie Jeanne-Claude ha unito le persone facendo condividere loro esperienze in tutto il mondo. La loro opera vive nei nostri cuori e nei nostri ricordi. Christo e Jeanne-Claude hanno sempre voluto che i loro lavori ancora in fase di realizzazione fossero portati avanti anche dopo la loro morte. Per volontà di Christo, ìL’Arco di Trionfo impacchettato' a Parigi resta in programma dal 18 settembre al 3 ottobre 2021".  Nato il 13 giugno 1935 a Gabrovo, in Bulgaria, Christo, questo il suo nome d'arte, ha studiato a Sofia e dopo essere fuggito dalla Bulgaria nel 1957, si stabilì brevemente a Praga, poi a Vienna, Austria e quindi a Ginevra. Nel 1958 Christo si stabilì a Parigi, dove incontrò Jeanne-Claude Denat de Guillebon (1935-2009), non solo sua moglie ma anche compagna di vita nella creazione di opere d'arte ambientali monumentali. Nella capitale francese si legò al gruppo del Nouveau Réalisme e nel 1964 si trasferì a New York. In sodalizio con la moglie Jeanne-Claude Denat de Guillebon è diventato l'esponente più celebre ed acclamato della Land Art, destando clamore per i suoi progetti ed esecuzioni di "impaccaggi" di famosi edifici pubblici (un grattacielo di Manhattan, la fontana della piazza principale di Spoleto, il monumento a Vittorio Emanuele II a Milano, Porta Pinciana a Roma, Pont Neuf a Parigi, il Reichstag di Berlino) e di scenarî naturali (Wrapped Cost, Little Bay, Sidney, 1969; Valley Curtain, Colorado, 1972; Running Fence, California, 1976; Surrounded Islands, Miami, 1984; The Gates, Central Park, New York, 2004-05).  Nel 2011 ha ottenuto, dopo decenni di attesa, l'autorizzazione per realizzare l'ambiziosa opera di copertura dell'Arkansas River, nelle Rocky Mountains (Colorado): il progetto, che avrebbe dovuto essere ultimato entro l'agosto 2014 ma che ha subìto numerose interruzioni per controversie legali, prevede l'allestimento nell'area di cavi e pali a sostegno di una struttura di tende argentate, per una lunghezza totale di 62 km.  Nel 2016 l'artista ha progettato sul Lago d'Iseo "The floating piers", installazione consistente in un pontile provvisorio che per 16 giorni, dal 18 giugno al 3 luglio 2016, ha collegato Sulzano alle isole di Montisola e San Paolo, richiamando oltre un milione di visitatori, mentre dal 19 giugno al 9 settembre 2018 Christo ha allestito nel lago Serpentine di Hyde Park a Londra "The London Mastaba", struttura galleggiante di grandi dimensioni composta da 7506 barili colorati poggianti su una piattaforma di cubetti di plastica. Il suo ultimo lavoro di arte temporanea è intitolato "L'Arc de Trionphe, Wrapped", progetto già ponto per l'autunno di quest'anno per Parigi ma rimandato a causa della pandemia al 2021. La grande mostra al Centre Georges Pompidou di Parigi sul lavoro di Christo e Jeanne-Claude sarà esposto dal 1 luglio al 19 ottobre 2020.