Ecuador decide su asilo Assange. WikiLeaks: Londra non faccia pressioni

Londra (Regno Unito), 16 ago. (LaPresse/AP) - L'Ecuador decide oggi sulla concessione dell'asilo politico a Julian Assange, il fondatore di WikiLeaks. Dopo che ieri Quito ha denunciato la minaccia britannica di "attaccare l'ambasciata dell'Ecuador" a Londra, se Assange non sarà consegnato, oggi il Foreign Office ha pubblicato una nota in cui afferma di voler trovare una soluzione "accettabile per entrambe le parti", ma anche che la legge permette la revoca dello status diplomatico di un'ambasciata. WikiLeaks ha reagito definendo la minaccia "un atto ostile ed estremo" e chiedendo a Londra di non tentare di influenzare le decisioni di Quito.

Assange, rifugiato dal 19 giugno nella sede diplomatica ecuadoriana, rischia di essere estradato negli Stati Uniti, dove potrebbe essere condannato alla pena di morte per la pubblicazione di migliaia di documenti riservati del dipartimento di Stato e Difesa su WikiLeaks. I suoi sostenitori ritengono che l'australiano sia già stato segretamente incriminato negli Stati Uniti.

Londra insiste sul fatto che l'ambasciata debba consegnare Assange. Nel comunicato del Foreign Office britannico si legge che una legge britannica del 1987 permette di revocare lo status diplomatico di un edificio, se la potenza straniera che lo occupa "cessa di usare il terreno per gli scopi della sua missione o esclusivamente per le finalità consolari". Nella nota si legge anche che "estradare Assange è un dovere" e che Londra "è ancora impegnata nel raggiungere una soluzione accettabile per entrambe le parti".

"La minaccia del Regno Unito di entrare con la forza nell'ambasciata dell'Ecuador a Londra e arrestare Julian Assange" è un "atto ostile ed estremo, non proporzionato alle circostanze, e un attacco senza precedenti ai diritti dei richiedenti asilo in tutto il mondo", ha commentato WikiLeaks sul suo sito web. Si legge ancora: "Questa minaccia è pensata per influenzare l'imminente decisione dell'Ecuador sulla concessione dell'asilo politico a Julian Assange e per spingere il Paese a una scelta accettabile per il Regno Unito e i suoi alleati".

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