Editoria, Gallo (M5s): a fianco giornalisti Messaggero

Pol-Afe

Roma, 20 lug. (askanews) - "Sono al fianco dei giornalisti del Messaggero che dopo 3 giorni di sciopero hanno deciso di continuare la mobilitazione 'con altre azioni di lotta', 'con tutti i mezzi a disposizione dei lavoratori compreso lo sciopero a sorpresa e le vertenze di lavoro individuali". Lo dichiara in un video su Facebook Luigi Gallo Presidente della commissione cultura del movimento 5 stelle della Camera dei deputati.

"Qualcuno - aggiunge - li ha definiti i 'braccianti dell'informazione', migliaia di collaboratori, co.co.co. e partite Iva che sono impegnati a tempo pieno ma formalmente figurano come autonomi per l'editoria italiana. Una bella ipocrisia dell'informazione italiana ed un attacco alla democrazia. Caltagirone padrone del messaggero possiede 9 testate giornalistiche e sta applicando da diverso tempo un ricatto economico ed occupazionale ai danni dei lavoratori. Ora il taglio unilaterale del 20-30% dell'editore arriva anche al Messaggero che vuole pagare i giornalisti dei collaboratori anche sette euro lordi, spese comprese, per ogni articolo. Se le condizioni precarie sono diffuse nel Paese e i danni li vediamo gi sotto i nostri occhi questo non deve impedirci di dire la parola basta! Ho da subito interessato il sottosegretario Martella alla Presidenza del Consiglio anche attraverso un atto parlamentare per sollecitare un tavolo di confronto tra i lavoratori, l'azienda e le amministrazioni pubbliche competenti. E rimango sconcertato che l'azienda abbia rifiutato anche questa soluzione. Allora oggi che i giornalisti del Messaggero hanno deciso di non cedere ai ricatti e fare una battaglia di dignit e di democrazia credo che sia il momento giusto affinch questa diventi una vertenza nazionale di tutti i giornalisti e dell'informazione del Paese, che arrivi una applicazione immediata dell'Equo compenso, che si sfoltisca la jungla dei contratti possibili per i giornalisti per tutelare il loro lavoro che deve restare libero e pagato con dignit. Passiamo dalla solidariet ad una vertenza nazionale che trasformi lo stato dell'informazione italiana perch il passaggio dal ricatto ai giornalisti al ricatto del Paese breve", conclude.

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