Edo Ronchi: strategia climatica Italia al 2050 vecchia e inadeguata

Red
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Roma, 19 feb. (askanews) - La Strategia climatica di lungo periodo al 2050 dell'Italia, definita col Governo Conte e inviata alla Commissione Europea la scorsa settimana, appare superata ed inadeguata a raggiungere i nuovi target climatici posti dall' Europa. Questo il commento della Fondazione per lo Sviluppo sostenibile al documento climatico italiano, che ha lo scopo di delineare il percorso verso la neutralità climatica al 2050. "Il principale limite di questa strategia - spiega Edo Ronchi, Presidente della Fondazione - è la mancanza di aggiornamento del target di riduzione delle emissioni di gas serra al 2030. La Strategia climatica, infatti, fa ancora riferimento all'obiettivo oramai superato di riduzione del 40% rispetto al 1990, molto più basso del taglio del 55% stabilito dall'Unione Europea e pertanto non è in linea con l'obiettivo della neutralità carbonica al 2050".

Secondo la Fondazione, il quadro di riferimento della Strategia non può più essere quello del precedente Piano nazionale per l'energia e il clima (PNIEC), ormai superato a livello europeo sia dalla nuova Climate law europea, di prossima approvazione, sia dagli indirizzi di Next Generation EU che fanno esplicito riferimento all'aggiornamento del target al 2030.

"L'Italia, Paese co-organizzatore, insieme al Regno Unito , della prossima conferenza sul clima di Glasgow (COP26) ai primi di novembre - sottolinea Ronchi - non può presentarsi a questo appuntamento senza aver svolto i suoi compiti, senza aver aggiornato il suo piano per il clima al 2030, perché questi aggiornamenti sono esattamente il centro della COP 26. E anche la Strategia al 2050 non può più assumere lo scenario al 2030 definito dal Piano integrato energia e clima (PNIEC) che prevede un taglio delle emissioni di gas serra del 37% ma deve assumere il nuovo quadro europeo con un allineamento con il nuovo target di riduzione del 55% al 2030. Tenendo ben presente che l'utilizzo delle risorse di Next Generation EU, secondo gli indirizzi e le condizioni del primo pilastro -quello della transizione ecologica-, comporta la definizione e l'attivazione sia di riforme, sia di investimenti efficaci per il clima, allineati con l'aumento del target di riduzione delle emissioni di gas serra al 2030".