Edward Snowden a Saviano: lotto perché Internet torni libero -4-

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Roma, 13 set. (askanews) - E le persone stesse, oggi, secondo Snowden sono "desensibilizzate" perché "sanno che quello che hanno detto rimarrà, non puoi dire che era stato un errore e devi difenderti e giustificarti e finisci per rafforzare un'identità in cui non ti ritrovi più, che non volevi, ma è troppo tardi: sei intrappolato nel tuo passato". "Ogni cosa che facciamo ora dura per sempre, non perché vogliamo ricordarla, ma perché non ci è permesso dimenticarla", aggiunge. "Viviamo gli errori come un archivio".

"Molti giornalisti si chiedono, ad esempio, se io sia un eroe o un traditore, perché ci piace l'idea competitiva di schierarci, di scegliere una squadra", è il ragionamento di Snowden. "Quello che neghiamo sono le nostra capacità, credendo di essere incapaci sia di fare del bene che di evitare il male. Dicono: non sono Gandhi, non sono Martin Luther King, ho le bollette, ho dei figli e voglio solo andare a casa e guardare il mio programma preferito. Beh, anche Gandhi voleva una vita felice. Io non sono Gandhi, sono una persona semplice, ma amo una cosa: amo l'idea che possiamo connetterci con tutte le persone del mondo e costruire legami di fratellanza, costruire reti oltre barriere di lingua, confini, culture e diventare migliori tramite uno scambio". "Ma quando costruisco un sistema che cataloga, immagazzina, sfrutta e arma questi scambi contro di noi a beneficio di coloro che ottengono informazioni che ci riguardano, non posso fare a meno di chiedermi: cosa succederà?", insiste l'ex analista.(Segue)