Effat a Ue: la Pac includa meccanismo di condizionalità sociale

Red
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Roma, 15 apr. (askanews) - Con la nuova Pac le istitutuzioni europee hanno la possibilità di dimostrare il loro impegno sul tema dei diritti del lavoratori agricoli, "concordando una riforma della PAC che includa un meccanismo di condizionalità sociale. Legare i sussidi PAC al rispetto dei diritti dei lavoratori non è solo eticamente corretto e facilmente applicabile, ma contribuirebbe significativamente a migliorare le condizioni di lavoro in uno dei settori più precari dell'economia". Lo chiede l'Effat, la Federazione europea dei sindacati dell'agroalimentare, spiegando che è iniziata una nuova stagione di raccolta "ma ben poco è cambiato per i lavoratori agricoli in Europa: lavoro nero, bassi salari, standard di salute e sicurezza deplorevoli e alloggi insalubri sono problemi ricorrenti, nonostante il ruolo essenziale che essi stanno svolgendo in questa fase pandemica".

Dopo l'adozione di un meccanismo di condizionalità sociale da parte del Parlamento europeo lo scorso ottobre, la Commissione ha presentato, a inizio febbraio, tre diverse opzioni. "Purtroppo - spiega l'Effat - solo una di esse riguarda la condizionalità sociale, mentre le altre non hanno nulla a che vedere con la necessità di collegare i sussidi della PAC al rispetto dei diritti dei lavoratori".

Diversi Stati membri infatti si oppongono alla condizionalità sociale, "facendo riferimento ad argomenti fuorvianti e falsi. Un gruppo di 13 paesi, guidati dall'Austria, ha espresso una posizione comune, a fine febbraio, sostenendo che 'qualsiasi forma di condizionalità aggiuntiva aumenterebbe enormemente gli oneri amministrativi'".

Durante l'ultimo Consiglio AgriFish (22-23 marzo), la presidenza portoghese ha presentato una proposta aggiuntiva, basata su quella austriaca. Kristjan Bragason, segretario generale dell'EFFAT, la Federazione europea dei sindacati dell'alimentazione, dell'agricoltura e del turismo, annuncia che i sindacati continueranno a mobilitarsi: "se vogliamo che la nuova PAC contribuisca a migliorare le condizioni del lavoro in agricoltura, non c'è alternativa alla condizionalità sociale - spiegano in una nota - Dopo quello che i lavoratori agricoli hanno fatto per portare il cibo sulle nostre tavole durante questa pandemia, non possiamo accettare che i datori di lavoro neghino i diritti dei lavoratori e continuino a ricevere finanziamenti pubblici".

Cresce, intanto, il sostegno all'inclusione della condizionalità sociale nella riforma della PAC. In una lettera aperta promossa da Effat e cofirmata da più di 300 organizzazioni e personalità, si chiede ai ministri dell'agricoltura, alla Commissione e al Parlamento europei di includere la condizionalità sociale nell'accordo finale sulla riforma, attualmente in fase di trilogo. In vista dei prossimi triloghi (calendarizzati per il 16 e il 30 aprile), l'Effat ribadisce il suo appello ai co-legislatori affinché sostengano questa richiesta di giustizia sociale e di equità in agricoltura.