Effetto collaterale: gli esodati del vaccino

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Covid-19 vaccination campaign at Palazzo delle Scintille in Milan, Italy, on December 29, 2021.  (Photo by Mairo Cinquetti/NurPhoto via Getty Images) (Photo: NurPhoto via Getty Images)
Covid-19 vaccination campaign at Palazzo delle Scintille in Milan, Italy, on December 29, 2021. (Photo by Mairo Cinquetti/NurPhoto via Getty Images) (Photo: NurPhoto via Getty Images)

Ve li ricordate gli esodati? Erano quei 300 o 350mila disgraziati andati in pensione a inizio anni Dieci che si erano ritrovati senza assegno, senza stipendio e senza ammortizzatori perché tutto a un tratto la riforma Fornero aveva spostato l’età pensionabile in avanti. Un limbo infernale, dal quale sono usciti anni dopo. Ecco, da ieri sera, da quando il Governo ha confezionato il nuovo decreto anti-Covid, abbiamo anche gli esodati del vaccino.

Chiariamoci: il provvedimento porta in dote una serie di misure forse inevitabili, tra cui il rafforzamento del super Green Pass, ora necessario per andare praticamente dappertutto. Per decine di milioni di italiani che da due anni si sono sempre attenuti alle disposizioni delle autorità, ad esempio vaccinandosi, è una buona notizia. Lo è anche la fine della quarantena obbligatoria per tutti quelli che hanno avuto un contatto con un positivo ma che hanno già fatto la terza dose o la seconda in tempi recenti.

Come è indispensabile che sia, l’auto-lockdown rimane obbligatorio per chi non si è vaccinato. Il problema è che lo rimane anche per quelli che non hanno ancora fatto il booster e che si sono vaccinati da più di 120 giorni, cioè quattro mesi. Ora una buona parte degli italiani che hanno ricevuto le due dosi prima di fine agosto e che non hanno ancora fatto in tempo ad ottenere la terza rischiano oggi di finire in isolamento se incontrano un positivo. Restano chiusi in casa cinque giorni, e poi via di tampone.

Pensiamo a un ragazzo, chiamiamolo Giulio, di poco più di vent’anni, che durante i primi mesi del 2021 non vedeva l’ora di farsi il vaccino. Ha aspettato con pazienza il suo turno, e quando questo è arrivato, durante l’estate, è riuscito a prenotare le due dosi solo in agosto. Non prima. Ecco, fino a qualche giorno fa, Giulio non poteva prenotare la terza dose se non alla fine di gennaio. Anzi, il suo hub vaccinale, gli ha dato l’appuntamento per i primi di febbraio.

Eccoli, gli esodati del vaccino. Hanno fatto le due dosi appena il governo glielo ha concesso. Hanno prenotato la terza appena la legge e la logistica glielo hanno permesso. Ma ora, se beccano un positivo, gli tocca stare in isolamento e fare il tampone proprio come i non vaccinati. Non saranno 300 mila e passa, come dieci anni fa. Il danno è infinitamente più contenuto. Ma sempre esodati sono.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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