Effetto Covid, premiate le imprese più internazionalizzate

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Milano, 19 nov. (askanews) – Le aziende italiane si sono dimostrate flessibili nell’affrontare la pandemia, con più del 35% di esse che ha modificato le proprie strategie di internazionalizzazione o sta prendendo in considerazione la possibilità di farlo. E’ quanto emerge dalla seconda edizione dello studio “Italy goes global”, commissionato da HSBC e uno dei più approfonditi e “scientifici” mai condotti nel paese: per la ricerca sono stati infatti analizzati i bilanci e intervistati i manager di 800 grandi e medie imprese italiane.

“Italy Goes Global” evidenzia come alcuni settori siano riusciti ad aumentare il loro orientamento internazionale: il metalmeccanico, ad esempio, ha registrato un incremento delle vendite a livello europeo dal 34,8% nel 2019 al 40,4% nel 2020; tessile e moda hanno assistito a un aumento in Europa (dal 30,5% al 36,7%), con una crescita ancora più marcata fuori regione (dal 25,7% al 34,3%).

Il ceo di HSBC in Italia, Gerd Pircher, ha individuato alcuni trend all’interno dello studio: “Abbiamo comprovato che chi ha una forte presenza all estero e una propensione all esportazione importante è più redditizio rispetto all’azienda dall altro canto della strada che produce le stesse cose e internazionalizza meno”, ha spiegato.

“Secondo: abbiamo visto che l’azienda media già presente all estero, già internazionale, ha sentito un bisogno meno forte della media italiana di adeguare la sua strategia, soprattutto a valle della pandemia e delle tensioni geopolitiche e geo-economiche degli ultimi due anni”.

“Tre, abbiamo visto che c’è una forte volontà di set up, di organizzazione, di internazionalizzazione, di vendite all’estero più snelle, e-commerce ma non solo”, ha sottoineato Pircher.

“E come quarta scoperta: abbiamo visto dei movimenti importanti su catene di vendita più corte e con corridoi cambiati rispetto all’iperglobalizzazione dei venti anni precedenti”, ha concluso.

Sono cambiate le destinazioni e aumentati i focus su cicli regionali o con altre regioni, ma ben specificate, che possono essere tra i paesi extra-Ue, in alcune aree dell America del Nord o dell’Asia. All interno dell Unione Europea la Germania è la meta preferita delle aziende italiane (31,7% nel 2020 vs 27,7% nel 2019).

Nonostante Brexit, la popolarità del Regno Unito resta quasi invariata, passando dal 9 al 9,4%.

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