Effetto Johnson, il Pd pensa a un convegno a Roma per rilanciare il Pse

Giuseppe Alberto Falci
ROME, ITALY - NOVEMBER 19: Nicola Zingaretti, Secretary of the Italian Democratic Party, attends the Maurizio Costanzo Show on November 19, 2019 in Rome, Italy. (Photo by Elisabetta A. Villa/Getty Images)

Non si poteva non parlare di quanto era successo nella notte in Gran Bretagna: la vittoria schiacciante dei conservatori di Boris Johnson, il tonfo di Jeremy Corbyn e dei Labour. E’ una sconfitta spaventosa, quella dei Labour, che diventa oggetto del dibattito che si apre al mattino al Nazareno, dove è riunita la direzione nazionale del Partito democratico. Il segretario del Pd Nicola Zingaretti batte i pugni sulla questione: “L’Italia – argomenta nel corso del suo intervento - dovrà incalzare l’Europa, specie dopo la vittoria dei Conservatori in Gran Bretagna, resa possibile, anche dalla fragilità della proposta delle sinistra messe in campo”. Quando tocca a Piero Fassino, l’ex sindaco di Torino fa un’analisi che viene condivisa da tutta la platea: “Bisogna riflettere. Questa sconfitta arriva al termine di una serie di sconfitte della sinistra in Europa. Il Pd è il secondo partito della casa dei socialisti europei e il rilancio della sinistra non può non passare da una radicale riforma del Pse. Dovremmo fare come Mitterand, il quale, all’inizio degli anni ’60, con l’avvento del gollismo,  rifondò il Partito socialista francese da zero”. Da qui una proposta che può essere utile all’avvio di un processo tutto interno alla sinistra europea. Tra gennaio e febbraio Zingaretti e company ipotizzano un convegno del Pse, interamente dedicato al tema del rilancio dell’azione politica dei socialisti.

 

Certo è che gli effetti del risultato inglese si sentono, eccome, nei corridoi del Nazareno. Walter Verini osserva che “la sconfitta di Corbyn si inquadra in una crisi generale nella sinistra, della sua difficoltà a parlare a ceti sociali precarizzati e impoveriti, con alcuni aggravanti particolari. Corbyn e i labouristi hanno avuto pesantissimi incertezze sulla Brexit. Secondo limite è quello di aver parlato ai circuiti metropolitani e ai giovani, dimenticandosi però le realtà deindustrializzate”

 

Poi certo qualcuno ricorda che...

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