Effetto vaccini: più mobilità, meno contagi. È la prima volta da inizio pandemia

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(Photo: Hp)
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È la prima volta che accade dall’inizio della pandemia, da quando a febbraio 2020 si iniziava a parlare del coronavirus, da quando a marzo comprendevamo che al momento l’unica arma per arginarlo era rimanere chiusi in casa. Limitare al minimo le uscite e gli spostamenti, per non permettere al covid di circolare. La curva dei contagi così si fletteva, nuove libertà venivano concesse e i numeri risalivano. Da oltre due mesi a questa parte non accade più: la mobilità dei cittadini è tornata quasi ai livelli pre-covid e la situazione epidemiologica continua a migliorare. Per la prima volta da febbraio 2020 si rompe la correlazione tra libertà di movimento e contagi. È l’effetto dei vaccini.

L’analisi è stata rilevata da CovidTrends, che dall’inizio della pandemia elabora statistiche, previsioni e grafici per comprendere meglio cosa sta accadendo nel mondo. I dati sulla mobilità con cui è stata effettuata l’analisi provengono da Apple, che da aprile 2020 ha messo a disposizione i dati di navigazione aggregati dell’app Mappe suddivisi per città, Paesi o regioni, come contributo alla lotta contro il Covid-19. Con il decreto del 22 aprile 2021 sono state stabilite le riaperture, inizialmente, come prevedibile, questo ha generato anche un aumento dei contagi. Da metà luglio la correlazione si è interrotta: mentre la mobilità è continuata a crescere, tornando ai livelli pre-pandemia, i contagi sono diminuiti, e continuano a scendere ormai da diverse settimane consecutive.

“Le persone in realtà non stanno più a casa”, spiega l’ingegnere Maurizio De Gregorio, ideatore della piattaforma, “Anche se non tutti vanno in ufficio a causa dello smartworking, si muovono dai loro appartamenti. Nella mia analisi io ho calcolato gli spostamenti a piedi. È la prima volta che si può osservare qualcosa di oggettivo, che ci dà speranza sul futuro. Qualcosa è cambiato. Nonostante stiamo riprendendo la stessa vita di prima, la malattia è in diminuzione”. I dati continueranno a scendere, dice l’ingegner De Gregorio: ”È difficile dire quando registreremo zero morti, anche alla luce del fatto che nel bollettino viene conteggiato anche chi muore col covid, ma magari è affetto da altre patologie. Ma intensive, decessi e contagi diminuiranno sempre più. I numeri sono così bassi che ricorderanno quelli dell’influenza annuale”.

Il dato è osservabile chiaramente nel grafico riportato in alto. La linea bianca indica l’indice Rt, detto Reproduction Number o indice del contagio, che a seconda che sia maggiore o minore di 1 rappresenta una fase espansiva o regressiva dell’epidemia. La linea gialla indica il Covindex, l’indice che riproduce fedelmente Rt ma ne anticipa i risultati di circa due settimane. Infine, la linea grigia, quella della mobilità, che ha sempre seguito l’andamento delle prime due fino a metà luglio, quando ha cominciato a divergere, continuando a crescere mentre Rt e Covindex diminuiscono.

“Questo è l’effetto delle vaccinazioni e della grande efficacia dei vaccini nel prevenire non solo le forme gravi di malattia ma anche la trasmissione del virus”, spiega i l’analista e divulgatore scientifico Giorgio Sestili. Attualmente in Italia, secondo i dati riportati sul sito del governo, sono state somministrate 84.612.928 dosi, il 78,54 % della popolazione over 12 ha completato il ciclo vaccinale. “I dati parlano chiaro” dice Sestili, “si registra una forte riduzione del rischio di infezione nelle persone completamente vaccinate rispetto a quelle non vaccinate: 77% per la diagnosi, 93% per l’ospedalizzazione, 95% per i ricoveri in terapia intensiva e per i decessi. Bisogna andare avanti con i vaccini e convincere chi ancora non lo ha fatto”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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