Egitto, arrivata ad Alessandria la prima fregata di Fincantieri

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 31 dic. (askanews) - E' arrivata oggi nella base marittima di Alessandria "al Galala" (dall'arabo "Sua Eccellenza"), la prima delle due fregate della classe FREMM Bergamini prodotta da Fincantieri e acquistate dall'Egitto. Lo ha annunciato il portavoce dell'esercito egiziano, Thamer Mohammed Mahmoud al Rifai, pubblicando un video sui social media in cui vengono illustrate le capacità della fregata e vengono rilanciate immagini della cerimonia ufficiale tenuta in occasione dell'arrivo.

"La Fregata al Galala si unirà presto alla flotta navale egiziana che in questi ultimi tempi sta assistendo a un enorme salto teconologico", ha detto il portavoce.

Nel filmato, mentre scorrono la immagini della nave, lo speaker afferma che "Al Galala è la prima delle due fregate classe FREMM Bergamini che sono state commissionate dall'Egitto all'Italia. E questo riflette la visione della leadership politica e il suo forte sostegno a favore del partenariato e delle relazioni bilaterali tra i due paesi amici in numerosi campi".

Per il portavoce si tratta di una nave all'avanguardia da un punto di vista tecnologico: "Sarà la più sofisticata come forza di dissuasione, garanzia per la sicurezza della navigazione e sostegno per la sicurezza del Canale di Suez".

Nei giorni scorsi, Rete Disarmo aveva riferito della consegna "in sordina", lo scorso 23 dicembre, della 'Spartaco Schergat' da parte di Fincantieri alla Marina Militare egiziane nei cantieri del Muggiano a La Spezia. "Il tentativo di tenere nascosta la consegna e la successiva partenza alla volta dell'Egitto durante il periodo natalizio manifesta chiaramente l'imbarazzo da parte del governo italiano per tutta questa operazione", aveva sottolineato in un comunicato.

Rete Disarmo ha bollato come "inaccettabile" tutta l'operazione legata alla vendita delle due fregate Fremm, avvenuta senza comunicazione in parlamento, a favore di un "Paese coinvolto nel conflitto in Libia e il cui regime autoritario è responsabile di incarcerazioni persecutorie nei confronti degli attivisti per i diritti umani".

Operazione "inoltre intollerabile in considerazione della mancata collaborazione da parte delle autorità egiziane a fare chiarezza sul terribile omicidio del nostro connazionale Giulio Regeni e per la prolungata incarcerazione del giovane studente Patrick Zaki e di migliaia di attivisti e oppositori politici da parte del regime del generale al Sisi".