Egitto, incitò a uccisione Morsi: a processo proprietario tv

Il Cairo (Egitto), 1 set. (LaPresse/AP) - Si è aperto oggi al Cairo il processo nei confronti di Tawfiq Okasha, presentatore e proprietario della televisione Al-Faraeen (I Faraoini) accusato di aver incitato all'omicidio del presidente egiziano Mohammed Morsi. Intervenendo in aula, Okasha ha respinto le accuse e ha dichiarato che il processo nei suoi confronti è parte di una disputa politica. Secondo quanto riporta l'agenzia di stampa Mena, la procura ha accusato l'uomo di aver usato il suo programma televisivo a luglio e agosto per incitare l'uccisione del presidente e per insultarlo, chiamandolo "leader illegittimo e bugiardo". Se condannato rischia tre anni di carcere.

Parlando con i giornalisti, il proprietario dell'emittente anti-islamista ha dichiarato che i suoi commenti sono stati presi fuori contesto e che in quel momento stava semplicemente rispondendo alle accuse ricevute da lui e dalla madre. I giudici hanno rinviato il processo al 3 ottobre.

Entrando in aula, il Okasha è stato accolto dai suoi sostenitori che cantavano: "Ti difendiamo con la nostra anima e il nostro sangue". Nel corso dell'udienza si sono registrati anche alcuni momenti di tensione, dopo che un gruppo di persone si è arrampicato sulle finestre della sala per assistere al procedimento dall'esterno. Gli avvocati difensori hanno chiesto che venga convocato lo stesso presidente Morsi per discutere del caso.

Il presentatore è diventato negli ultimi mesi una delle personalità più popolari dell'Egitto, dopo essersi scagliato contro quasi tutte le parti sociali, a partire dai protagonisti delle sommosse che hanno costretto Hosni Mubarak alle dimissioni, poi i giovani manifestanti, l'esercito, i massoni e per ultimi gli islamisti. Da quando ad agosto è stata presentata una querela nei suoi confronti, l'emittente Al-Faraeen non ha più potuto trasmettere.

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